Sanità: «I privati salveranno l’ospedale di Sant’Omero»

TERAMO – "Vendere al più presto l’ex manicomio e con quei soldi pensare ad attrarre personale, attrezzature, e a riqualificare le strutture della Asl esistenti". A sollecitare la questione dell’ex manicomio per ottenere presto fondi,risolvendo allo stesso tempo un problema annoso per la città, è stato anche l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, intervenuto oggi a Teramo per la presentazione dell’ambulatorio che ospita, nell’ospedale, il "Percorso senologico"(ndr vedi articolo sotto).L’occasione è stata utile a Venturoni per chiarire la sua posizione sull’ospedale di Sant’Omero, e replicare alle polemiche sollevate in questi giorni circa l’ingresso dei privati all’intero del presidio vibratiano. "Per prima cosa non è vero che l’ospedale viene venduto poichè ai privati sarà concessa una gestione del 49% mentre il capitale di maggioranza per il 51% resta della Asl – ha dichiarato Venturoni – i reparti rimarranno intatti così come i servizi erogati". Per Venturoni l’ingresso dei privati a Sant’Omero si giustifica su due fronti, il primo è quello dell’elevata mobilità passiva (il 50% dei cittadini della Vibrata si cura nelle Marche)che costa alla sanità pubblica regionale circa 50 milioni di euro l’anno, in questo senso, l’ingresso di un privato permette sia di servire un tipo di utenza che comunque predilige le strutture private per curarsi e inoltre consente di avere capitali freschi da spendere per la dotazione tecnologica. L’altra motivazione che muove Venturoni è che l’arrivo di un privato bypassa il blocco delle assunzioni imposto dal piano di rientro e dunque si può procedere, attraverso una società privata, all’impiego di nuovo e qualificato personale. Sostanzialmente per l’assessore si tratta di un’operazione che si autofinanzia, perchè trattiene capitali che vanno fuori. In questo senso, a Venturoni non è dispiaciuto fare un paragone significativo, e cioè che "Sant’Omero dovrebbe funzionare come la Te.Am", dove un’amministratore delegato difende il capitale e si muove per eliminare pastoie che ostacolano gli utili. Per Venturoni, che è stato anche ex presidente dell’azienda municipalizzata, "la Asl è un’azienda di servizi come la Te.am" e nella logica di un’azienda deve funzionare, orientata a fornire ottimi servizi e mantenere le casse in attivo, "proprio come la Te.Am – ha detto Venturoni – che ha permesso ai cittadini teramani di essere quelli che pagano meno in Provincia e di ottenere i servizi migliori".L’ingresso dei privati andrebbe letto come "una operazione che salva S.Omero", per Venturoni per il quale, alla luce delle volontà dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali che impone a 10 il numero degli ospedali complessivi in Abruzzo (di cui 4 solo a Teramo), questa è l’unica soluzione che permette di tenerlo in vita e al tempo stesso di riqualificarlo. E sulla mobilità passiva Venturoni si è rivolto infine ai medici di base, "a volte per primi a consigliare ai pazienti di rivolgersi fuori regione. "Sono tante le cose che qui mancano – ha detto infine Venturoni – ma sono molte anche le cose che qui si fanno bene. Per questo sulle competenze che abbiamo, dobbiamo crederci tutti, poichè è l’unico modo per invertire quella mobilità passiva di cui tutti siamo responsabili".

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