All’Aquila in 6mila con le carriole per spalare macerie

L’AQUILA – Sono arrivati puntuali a piazza Duomo gli aquilani che parteciperanno oggi alla "rivolta delle carriole", organizzata per sgomberare il centro storico dalle macerie del terremoto del 6 aprile 2009. Al di là dell’intento di protestare contro i ritardi nei lavori di sgombero per restituire il centro storico alla città, oggi all’Aquila il clima è di festa: ci sono intere famiglie, promotori dei comitati cittadini, palloncini. A svegliare gli aquilani, questa mattina, un sms che recitava, in dialetto, "sveglia, rizzete e vè a lavorà con noi pè sgombrà L’Aquila dalle macerie". Decine e decine sono le carriole presenti in piazza Duomo dove campeggia un grosso cartello con la scritta "le macerie – selezione in loco – riutilizzo – L’Aquila di ieri per L’Aquila di domani". Chi non ha l’elmetto di protezione, perchè sa di non poter raggiungere piazza Palazzo, indossa un berretto di carta da muratore con la scritta "L’Aquila rinasce dalle sue macerie". Poco distanti alcuni raccolgono firme per chiedere la "tassa di scopo". "Vogliamo dire a Berlusconi – spiega il direttore dell’Accademia delle Belle Arti, Eugenio Carlomagno, presente tra i manifestanti – che così come è stato ben realizzato il Progetto Case, vogliamo uno sforzo ulteriore per il centro storico dell’Aquila. Pian piano una lunga catena umana di oltre 6mila persone (secondo le stime delle forze dell’ordine) ha lavorato alla rimozione delle macerie: da piazza Palazzo a piazza Duomo, schierate in due ali di folla, consentono il passaggio di secchi pieni di terra, mentre gli altri continuano a depositare nelle carriole materiali da recuperare perchè utili alla ricostruzione. Alcuni manifestanti, con una ventina di carriole, hanno scaricato detriti, raccolti a piazza Palazzo, davanti a palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, attualmente presidiato da polizia e carabinieri che bloccano l’accesso ai veicoli. Della catena umana hanno fatto parte anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il deputato Pd Giovanni Lolli. Oltre alle macerie sono stati condotti davanti all’Emiciclo cinque cassonetti di rifiuti; altri materiali sono rimasti in piazza Duomo, suddivisi in appositi cassonetti. I numeri, per Lolli, sono il "segnale di una manifestazione nata dal basso e organizzata spontaneamente dalla città e che non si può ricondurre ad alcune movimento politico".

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