"Un bilancio comunale privo di anima politica"

TERAMO – "Un bilancio redatto per far quadrare i conti, ma senza un’anima politica". E’ questo in sintesi ciò che pensa l’opposizione del bilancio dell’amministrazione comunale approdato oggi in Consiglio per essere sottoposto all’approvazione dell’assemblea e ancora in fase di discussione in queste ore. Un bilancio teso all’equità sociale per l’assessore alle Finanze che ne ha la paternità, Alfonso Di Sabatino, che ne difende i contenuti per via dell’orientamento al sociale, un bilancio i cui fondi sono rimasti inalterati rispetto al passato nonostante le ristrettezze economiche e per il passaggio dalla Tia alla Tarsu che ristabilisce  un principio di riguardo per le famiglie numerose in relazione ai metri quadri posseduti. Si tratta invece di un bilancio "senza indirizzo politico" per il consigliere del PD, Manola Di Pasquale, per la quale il mantenimento dei servizi sociali del Comune avviene in gran parte attraverso l’ausilio di cooperative che in molti casi non retribuiscono adeguatamente, o affatto, i lavoratori  di cui si avvalgono per l’espletamento dei servizi erogati. "Il Comune non può sentirsi orgoglioso del mantenimento dei servizi – dichiara la Di Pasquale – se questo avviene sulle spalle di lavoratori sfruttati". Così come non si può parlare di equità sociale, per la Di Pasquale, relativamente all’aumento di 50 centesimi per i buoni pasto della refezione scolastica. "Si tratta di aumenti indiscriminati che toccano tutte le famiglie, applicati senza un principio di proporzionalità in relazione al reddito". Sempre per il consigliere del Pd, si tratta di un bilancio che non prevede investimenti, orientato a estinguere una posizione debitoria contratta in precedenza e senza una programmazione per le opere messe in cantiere solo per attingere a fondi che altrimenti sarebbero stati persi. Per Gianguido D’Alberto (PD) la pressione fiscale annua è passata da 233 euro (cifra procapite) del precedente bilancio, a 430 euro, una somma alta che, seppure in considerazione del fatto che larga parte è dovuta alla Tia, contemplata solo da quest’anno tra gli introiti del Comune, dimostrerebbe comunque un carico fiscale elevato. E’ un “bilancio vuoto” per Sandro Santacroce, capogruppo di Rifondazione Comunista, per il quale “è un documento privo di elementi di valorizzazione del centro commerciale naturale, non ha ipotesi di sviluppo economico, non parla di organizzazione dei trasporti e non prevede i rapporti tra la città e l’università e nel quale le politiche giovanili sono inesistenti”. Posizioni di netto contrasto dunque, quelle tra maggioranza e opposizione, che non trovano momenti di convergenza, tanto meno per consentire al documento di arrivare all’aprovazione.

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