La Sacra Sindone si svela ai teramani

TERAMO – A partire da venerdì, fino al 27 marzo, accanto al Duomo ci sarà la pubblica ostensione di una ripresa fotografica della Sacra Sindone, un pannello di 15 metri esposto una sola volta a Teramo dopo l’unica esposizione avvenuta durante la Giornate Mondiali delle Gioventù a Sidney. Come illustrato nel corso di una conferenza stampa dall’assessore comunale agli Eventi, Guido Campana, l’immagine particolarmente fedele della Sindone è stata ottenuta attraverso una ripresa fotografica ad alta definizione eseguita a Torino del telo della Sindone. Le acquisizioni digitali sono state condotte mediante l’utilizzo  di apparati optoelettrici e meccanici appositamente realizzati con protezioni ridondanti per operare a una distanza di 30 cm dal telo. Nell’ambito di questa operazione sono stati realizzati più di 1600 scatti per un’acquisizione complessiva  di 158 gigabyte d dati che hanno generato un’unica immagine del telo con un dettaglio di un cinquantesimo di millimetro.  L’opera è stata prodotta all’interno del progetto “Passio” che prevede, in occasione della pubblica esposizione in programma a Torino dal 10 aprile al 23 maggio (dopo 10 anni dall’ostensione del Giubileo), di portare i visitatori italiani e stranieri a compiere un tour che permetta di visionare anche altre reliquie legate alla passione di Cristo, collocate in gran parte in Abruzzo. La tappa teramana dunque si inserisce in un percorso che tocca anche il Santuario di San Gabriele, Manoppello, Lanciano  e Vasto. Numerosi saranno inoltre gli appuntamenti culturali che fanno da corollario all’ostensione, in particolare ci sarà un ciclo di convegni dedicati rispettivamente alla storia della Sindone, ai riscontri scientifici rilevati, e agli aspetti religiosi della reliquia. L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Teramo, chiude il 26 marzo con la proiezione del film “The Passion” di Mel Gibson presso il Multisala Smeraldo alle 19. Particolare soddisfazione hanno mostrato il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, e don Davide Pagnottella che ha tuttavia dichiarato, come monito ai fedeli, che “pur essendoci forti congruenze tra il vangelo e la reliquia, non è nella sindone la prova della fede”.

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