Macerie, nello sgombero anche soldati e vigili del fuoco

L’AQUILA – Via le macerie dal centro dell’Aquila disastrato dal sisma del 6 aprile e dai centri del cratere del terremoto. Nell’opera di trasferimento dei circa tre milioni di tonnellate di ciò che resta dei palazzi distrutti dalle scosse saranno impiegati anche militari e vigili del fuoco. Destinazione dell’enorme quantità di materiale che simbolicamente domenica scorsa gli organizzatori della "rivolta delle carriole" avevano cominciato a rimuovere, sono tre aree di stoccaggio, mentre ancora è da definire una ulteriore maxi-area di una cinquantina di ettari. Questi i punti fermi definiti nel vertice di oggi al ministero dell’Ambiente, presente il ministro Stefania Prestigiacomo, il presidente della regione Abruzzo e commissario per l’emergenza terremoto Gianni Chiodi, il sindaco del capoluogo abruzzese e subcommissario Massimo Cialente, la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, il prefetto Franco Gabrielli ed il vicecapo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis. Il ministro parla di "tempi certi" riferendosi al cronoprogramma messo a punto: si comincerà con l’ampliamento
funzionale del sito ex Teges entro i prossimi trenta giorni; quindi l’apertura, previa gara, di altri due siti, a Barisciano, anche in questo caso entro trenta giorni, e a Bazzano entro sessanta giorni. Ancora da individuare, invece "almeno una ulteriore macroarea, tra i cinquanta e i trenta ettari". Alcune soluzioni per il megadeposito sarebbero già delineate e sono attualmente al vaglio dei tecnici. "L’Aquila – ha comunque detto il sindaco Cialente – ha già consegnato altre otto ipotesi di aree" idonee per lo stoccaggio. Il presidente della Regione Gianni Chiodi, al quale sono stati affidati i poteri dell’operazione, avverte tuttavia che si tratterà di una "questione lunga" e per questo insiste sulla necessità di affrontarla "con sollecitudine". Così come ha insistito sulla necessità di impiegare gli uomini in divisa per la rimozione delle macerie, "anche – ha detto – per limitare al massimo le deroghe per gli appalti". Esito del vertice di oggi, soprattutto, è aver cominciato a superare le "farraginosità delle attuali normative sui rifiuti solidi urbani" a cui sono assimilate le macerie post sisma, ha spiegato Cialente. Ed il sindaco vuole risparmiare ai cittadini dell’Aquila anche un ulteriore problema e cioè l’impatto dei circa 1.400 viaggi di mezzi di trasporto che, secondo alcuni calcoli degli amministratori sarebbero necessari per rimuovere le macerie: "Nei capitolati – ha detto – chiederò che sia previsto che il trasporto delle macerie avvenga di notte".

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