Primo Riccitelli: "Teramo ha un solo teatro, dov’è il conflitto di interessi?"

TERAMO – Con l’obiettivo di mettere la parola fine al “dileggio gratuito e volgare”, con cui è trattata, la Primo Riccitelli ha tenuto oggi una conferenza stampa in cui, supportata dal Consiglio di amministrazione al completo, ha affrontato di petto le accuse mosse negli ultimi mesi, confortata dalle cifre e dal successo di pubblico che ha gratificato negli anni il suo lavoro. Accuse mosse principalmente dall’associazione Nuove Armonie e dal suo coordinatore, Enrico Melozzi, che più volte è tornato ad accusare la Primo Ricciteli di conflitto di interessi rigurado la gestione del teatro comunale, di monopolio culturale per i finanziamenti erogati dalle istituzioni e di ostruzionismo alla crescita delle giovani generazioni di artisti locali. Critiche alle quli il Cda non si è voluto sottrarre e ha voluto rispondere, una volta per tutte e in modo corale, con la riflessione che di seguito riportiamo integralmente:
“Viene tratteggiata una rete di intrecci vasta quanto, falsa, legami torbidi espressione di una centrale del malaffare, senza un solo elemento concreto e riscontrabile. Accuse tanto urlate quanto immotivate. La Riccitelli usa, con le stesse modalità ed alle stesse condizioni di tutte le altre associazioni, gli spazi esistenti fra cui, il Teatro Comunale. Non si comprende come possa essere solo adombrato un conflitto di interessi, essendo il Teatro Comunale l’unica struttura teatrale delle città. Non si comprende come, e soprattutto in nome di quale interesse, la Riccitelli abbia bloccato l’espressione di nuovi e giovani talenti, né si capisce in forza di quale meccanismo la Riccitelli possa esercitare un monopolio sulle attività culturali. Teramo e la sua Provincia hanno un ricchissimo tessuto di associazioni culturali che, ognuna con il proprio specifico interesse e approccio, realizzano un ampio e valido ventaglio di manifestazioni. Spiace infine dover rilevare che qualcuno si sia cucito addosso i panni di nuovo profeta della cultura cittadina e usi un frasario volgare di affermazioni senza senso, configurando uno scenario di semplificazioni banali e non credibili. Teramo ed i problemi della politica culturale non meritano tale livello di discussione. A questo pessimo spettacolo non daremo nessun apporto, perhè la dignità che la “Riccitelli”, sempre aperta al confronto, si è conquistata con trentadue anni di lavoro, ci impone di sottrarci a questo tipo di polemiche che non hanno, come è evidente, l’obiettivo di affrontare i problemi in modo chiaro e costruttivo. Informiamo al riguardo l’opinione pubblica, in nome della trasparenza che da sempre ci contraddistingue, che al fine di tutelare il nome e l’onorabilità della Riccitelli, del presidente e dei suoi consiglieri, è già stato dato incarico ai nostri legali sulle cui indicazioni il Consiglio si riserverà di decidere. Infine, relativamente alle recenti polemiche sul nuovo Teatro, noi non vogliamo entrare nel dibattito attuale sulle possibili localizzazioni, questione che riguarda altri soggetti ed altri contesti. Ma riteniamo non solo opportuno, ma doveroso, rappresentare alla città che la possibilità di realizzarlo in tempi brevi è una occasione preziosa da non perdere. Lo sviluppo culturale, al pari di quello di altri settori, ha bisogno di adeguate infrastrutture. Il teatro è uno spazio ed uno strumento essenziale per Teramo e per il suo ruolo di città capoluogo. Ci limitiamo a sottolineare che per Teramo il nuovo teatro non è una priorità di settore, ma generale, perché attiene alla sua funzione complessiva di città. La Riccitelli, come sempre, con passione e umiltà continuerà a svolgere il suo lavoro nell’intento di offrire altri e diversi contributi alla vita culturale di Teramo e della sua Provincia”. In conferenza stampa il presidente della Riccitelli Maurizio Cocciolito ha affrontato i temi della trasparenza con dati, cifre e anche qualche supposizione su come sia nata la polemica che Nuove Armonie anima contro la società di spettacoli teramana. Ad accendere la miccia potrebbe essere stato un "no" (che la Riccitelli motiva e illustra come ponderato) a una proposta di messa in scena di uno spettacolo proposto da componenti attuali di Nuove Armonie, all’epoca dei fatti riuniti in altra associazione. In pratica gli artisti Melozzi e Baiocco avrebbero cercato una collaborazione con la Riccitelli che anche per questioni di budget sarebbe stata rifiutata. E ancora. Nessuna chiusura al confronto per gli esponenti del Cda. Il confronto è naturalmente contenuto nel concetto di cultura ma "l’apertura al confronto non è quello che abbiamo visto da chi ci dileggia". Altro messaggio per Nuove Armonie sull’assenza di  dibattito culturale e  di spazio per i giovani talenti teramani. "Se c’è un luogo comune è quello di attribuire territorialità all’artista. La Riccitelli in 32 anni ha presentato proposte senza rete e senza mai piegarsi alle logiche dei provincialismi. Un artista è bravo in base al merito, non è la teramanità a fare bravo un artista".

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