Crisi: «La provincia teramana beffata dalla Regione»

TERAMO – “Ancora una beffa per la provincia teramana. Dopo i tagli operati sui fondi, adesso perdiamo ulteriori occasioni con il Masterplan”. A puntare il dito contro la Giunta regionale, accusata di immobilismo verso la crisi economica sono i consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca che oggi, nel corso di una conferenza stampa, hanno ribadito la loro perplessità nei confronti dei contenuti del Masterplan, il documento economico finanziario dal quale emerge il programma di sviluppo per le attività produttive, concordato e condiviso dalla Regione Abruzzo con il ministero per lo Sviluppo Economico. A gridare vendetta per Di Luca e Ruffini è in particolare l’assenza di misure specifiche per il polo del carbonio, il rilancio del Made in Italy sotteso nel comparto tessile e calzaturiero della Val Vibrata e infine l’esclusione dell’accordo Vibrata-Tronto sottoscritto nel 2008 per dare priorità agli interventi destinati agli insediamenti produttivi di quest’area territoriale. “L’accordo non è nemmeno citato nel Masterplan – accusa Ruffini – mentre l’attenzione da porre all’area della Vibrata e al polo del carbonio è solo menzionata nel documento nel quale però non è definita l’allocazione delle risorse. “Ci avevano promesso – ha dichiarato Di Luca riferendosi al presidente, Gianni Chiodi e al segretario generale, Enrico Mazzarelli – che l’esclusione della Vibrata dai fondi Fas sarebbe stata compensata nel Masterplan, invece siamo ancora qui a sollecitare nuovamente misure anticrisi, impossibilitati ad avere un ruolo più incisivo dal momento che il documento economico è un atto di Giunta che non approderà mai in Consiglio regionale così come non è mai arrivato in commissione”. A destare ulteriore sconcerto per i consiglieri regionali del PD è infine la presenza, tra le attività strategiche, di finanziamenti per la delocalizzazione delle attività attraverso programmi di decentramento delle attività manifatturiere nei Balcani e nei paesi dell’Europa dell’Est. “Come si concilia il sostegno al Made in Italy – dice ancora Di Luca – con i programmi di decentramento che per di più si vuole attuare con i soldi degli abruzzesi? Sostenere l’internazionalizzazione – per i consiglieri d’opposizione – è cosa diversa dalla delocalizzazione prevista nel Masterplan”. Per Ruffini la gravità della crisi non viene probabilmente percepita in virtù del largo ricorso agli ammortizzatori sociali che funzionano da tamponando nella fase attuale. “Ammortizzatori destinati ad esaurirsi – dice Ruffini – senza che la Regione stia prevedendo soluzioni concrete per spendere in modo mirato i soldi a disposizione e per di più beffando proprio la Provincia nei confronti della quale avrebbe dovuto mostrare in teoria maggiore benevolenza”. Le accuse mosse dal Pd non hanno risparmiato anche la Giunta Provinciale, accusata dal coordinatore dell’opposizione, Ernino D’Agostino, di essere afona di fronte alle promesse disattese nei confronti del territorio teramano. A questo proposito D’Agostino ha annunciato una iniziativa diretta al Consiglio provinciale, durante il quale si chiederà di sottoporre a verifica gli impegni che erano stati assunti qualche mese fa all’unanimità per la soluzione della cosiddetta “Vertenza Teramo”.

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