«Così Teramo dimentica la sua storia»

TERAMO – Tombe illustri, personaggi illustri, loculi che accolgono le spoglie di teramani famosi, pietre miliari della storia della nostra città, che con le loro azioni e opere hanno contribuito a rendere viva questa comunità, a costruirne il futuro, a dare a noi e a chi verrà lustro e spirito di appartenenza. "image"Giannina Milli, Antonio e Luigi Tripoti, Carlo De Michetti, Luigi Cavacchioli: poeti, scultori, patrioti, nomi noti non soltanto perchè stampati sulle lapidi delle vie cittadine. Ce lo fa notare un nostro attento lettore, con tanto di documentazione fotografica. Fabrizio ha cercato e trovato, non senza stupore, quale destino abbiano avuto – e hanno ancora – le spoglie di questi illustri teramani. Di solito ti aspetti una sepoltura monumentale, un qualcosa che renda prestigio e imperitura memoria, un altare quantomeno alla cultura se non alla storia cittadina. E invece… Invece il loro destino è stato quello di essere «relegate, anche se sarebbe più giusto dire dimenticate, nel fondo di un oscuro corridoio del Cimitero Urbano e, precisamente, nel sotterraneo Settore Riservato del Padiglione 5, Ossario», come ci fa notare il nostro lettore. "image"«Queste tombe testimoniano – aggiunge Fabrizio -, loro malgrado, il degrado e la noncuranza che troppo spesso questa Città riserva a ciò che rimane del suo passato». E dire che spazio forse ce n’è, al Camposanto di Cartecchio. "image"Il suggerimento, e anche il cordiale invito, all’amministrazione comunale è di non tramandare «l’indifferenza e il pressappochismo di tante, troppe passate Amministrazioni e la granitica insensibilità di molti cittadini», ma di collocare i resti di chi ha onorato Teramo con la propria vita e con le proprie opere in un’area più consona del nostro cimitero. «Meglio dell’oscuro fondo di un buio corridoio o di un sotterraneo o di un anonimo Padiglione 5.

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