Ai pescaresi il primato di bevitori di acqua

TERAMO – Pescara è tra le città italiane con il maggior consumo di acqua potabile: con 251 metri cubi all’anno per famiglia, è al terzo posto dopo Salerno (264) e Massa (253). E’ quanto emerge da uno studio del Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale (Cipsi). Il dossier, presentato oggi, rivela che con un bagno consumiamo mediamente tra i 120 e i 160 litri di acqua, con 5 minuti di doccia dai 75 ai 90 litri. Ogni volta che tiriamo lo sciacquone sono 16 litri che vanno via, per lavarsi le mani 1,4 litri e per i denti lasciando scorrere l’acqua sono 30 litri (senza lasciar scorrere l’acqua, 2 litri). Il condizionamento di un palazzo di 8 piani costa 3.000.000 di litri al giorno. Per fare un chilogrammo di carta servono 100 litri d’acqua e 4.500 per farne uno di riso. Ne servono 10 litri per farne uno di benzina e 30 litri per farne uno di birra. Per arrivare ai 100.000 litri di acqua per fare un kg di alluminio. I consumi di acqua potabile in una famiglia in Italia, avverte lo studio Cipsi, sono pari a 200 metri cubi all’anno. I comuni che ne consumano di più – in litri al giorno per abitante – sono nell’ordine Salerno con 264 litri, Massa con 253, Pescara con 251, Novara con 245, Torino con 243. Al contrario chi ne consuma di meno sono Agrigento con 100 litri, Caltanissetta con 103, Nuoro con 119, Arezzo con 120, Bergamo con 128. Nel mondo i consumi pro-capite d’acqua per solo uso domestico vanno per l’Europa e il nord America dai 30 a 600 litri, in Asia e sud America dai 10 ai 50 litri, e in Africa dai 10 ai 40 litri. Il costo dell’acqua potabile, conclude il dossier, ha un valore complessivo di mercato di 8 miliardi di euro mentre il prezzo medio per metro cubo è stato di 1,19 euro nel 2009, è di 1,32 euro nel 2010, e sarà di circa 1,51 euro nel 2020.

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