Brucchi sul Teatro Romano: l’intera area sarà fruibile e tutto finanziato con fondi Cipe

TERAMO – C’è un inervento del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, sugli interventi relativi al Teatro Romano. Brucchi risponde alle accuse, spiega lo stato dell’arte,  torna a dettagliare finanziamenti e tempi di realizzazione.

"Leggo le dichiarazioni del Deputato Radicale Elisabetta Zamparutti la quale, pur essendo membro della Commissione Ambiente, ha forse una conoscenza solo parziale del progetto che interessa il nostro Teatro Romano, i lavori sul quale prenderanno avvio entro la prossima estate, grazie al milione e seicento mila euro di fondi Cipe destinati al recupero funzionale della struttura. Questo è lo stato dell’arte, come si può facilmente evincere dalla documentazione già depositata alla direzione generale dei Beni Archeologici, che evidenzia come i fondi Cipe prevedano sia la messa in sicurezza dei resti del Teatro Romano, sia il recupero funzionale dell’area antistante il Teatro stesso, sia la sistemazione della passerella davanti alla chiesa di San Bartolomeo sia, infine, il recupero di tutti i reperti  tutt’ora presenti all’interno della cavea. Tutti lavori che, come è facile intuire, sono finalizzati a rendere fruibile questa zona della città ai visitatori e ai turisti. Tra l’altro, sarà facilitato l’accesso per i disabili e saranno messe in opera le lampade del progetto di illuminazione, studiato ad hoc per valorizzare l’intero complesso. L’intervento prevede anche che i reperti siano temporaneamente trasferiti presso l’area archeologica della Cona, dove i tecnici della Soprintendenza provvederanno a studiarli e catalogarli, prima di procedere al loro riposizionamento all’interno della cavea. Va sottolineato come tutti questi lavori non debbano essere considerati esaustivi, ma vadano ritenuti  propedeutici a quello che è l’obiettivo primario, condiviso dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione e dalle Soprintendenze, ovvero il recupero definitivo del Teatro Romano che passa, tra l’altro, attraverso lo studio di fattibilità, così come deciso al momento della firma del protocollo d’intesa, qualche mese fa. Ed è in quello studio di fattibilità che cercheremo di trovare la risposta definitiva al “cuore” del problema, ovvero l’abbattimento delle costruzioni che, attualmente, insistono sul Teatro Romano. Nostra volontà è, come è noto, quella di procedere all’abbattimento, ma è necessario che tale volontà sia supportata da precise valutazioni tecnico/scientifico/storiche. A tal proposito, in una riunione che si è svolta qualche giorno fa e sempre in perfetto accordo con le Soprintendenze, il Sindaco di Teramo, con la partecipazione del Presidente della Fondazione Tercas, ha deciso di incaricare di tale studio di fattibilità l’illustre professor Giovanni Carbonara, una tra le più importanti autorità in materia, direttore della Scuola di specializzazione in restauro dei monumenti dell’Università di Roma La Sapienza”.

 

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