Il rinnovo dei servizi alla Te.Am tiene banco in Consiglio comunale

TERAMO – Nel Consiglio comunale attualmente in corso il dibattito è ancora fermo al primo punto all’ordine del giorno che riguarda il rinnovo dell’affidamento dei servizi alle Teramo Ambiente fino al 2021. La proposta di delibera, sottoposta oggi al voto dell’assemblea, poggia per il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, sulla riflessione politica che la Te.Am è un’azienda che avrebbe dimostrato affidabilità nell’erogazione dei servizi affidati, che avrebbe condotto una politica di investimenti lungimirante insieme al socio privato (Enerambiente) tale da dotare presto la provincia del bioessiccatore (per un importo di circa 17milioni di euro) e che, infine, è un’azienda che oltre ad avere un fatturato in attivo costituisce un bacino lavorativo importante. E proprio sulla tutela dei posti di lavoro fa leva il sindaco per respingere le istanze dell’opposizione che chiede, per il rinnovo dell’affidamento dei servizi, un bando di evidenza pubblica sostenuta dal fatto che la Slia (quello che era il partner privato della Team) è cambiato per divenire "Enerambiente", dunque sarebbe cambiato l’interlocutore della Te.Am, ciò per l’opposizione può essere passibile di ricorsi che possano dichiarare "illegittimo" il rinnovo dei servizi tramite affidamento diretto da parte del Consiglio. Per il sindaco il procedimento del rinnovo attraverso una gara può compromettere il futuro di 280 lavoratori dal momento che un nuovo partner, qualora dovesse subentrare un nuovo socio, non sarebbe tenuto a riassorbire i lavoratori, dal momento che il futuro dei dipendenti non sarebbe disciplinato dalla normativa. Proprio per tutelare anche i lavoratori e riconoscendo nella Te.Am un valore aggiunto, il consigliere del Pd, Manola Di Pasquale, ritiene che si debba "regolazzare" la posizione della Te.Am. Una posizione che per il sindaco, confortato dal parere legale della dirigente del Comune,Cosima Cafforio, è già regolare dal momento che la Slia si è trasformata in Enerambiente attraverso una "fusione per incorporazione" un passaggio che consentirebbe di considerare invariata la proprietà della società privata che detiene il 49% delle quote della Te.Am. Secondo l’interpretazione delle norme fatta dalla Cafforio la delibera proposta dall’Amministrazione comunale, di cui l’opposizione chiede il ritiro, è valida e il rapporto tra Comune e Te.Am può proseguire.

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