Il sindaco Brucchi silura il collaboratore infedele

TERAMO – Un licenziamento in tronco svela l’autore di un furto. Quello della bicicletta del sindaco. Le conseguenze sono pesanti: quando la Digos ha riferito a Maurizio Brucchi cosa fosse venuto fuori dalla breve indagine sulla temporanea scomparsa della bicicletta comunale, rubatagli sotto casa, non ha fatto come il Governatore Gianni Chiodi. Lui non ha concesso una seconda chance al suo collaboratore, l’ha buttato fuori dal Comune immediatamente. Perchè Brucchi ha scoperto il tradimento del suo fedelissimo, Vinicio Ciarroni. Sì, proprio così: è stato lui, che ha riportato a casa la bici del sindaco, rischiando anche di venire alle mani con il presunto ladro, ad aver finto, dopo aver rubato lui stesso la due ruote. Incredibile, ma Brucchi si è ripreso subito dallo stupore e ha deciso nella maniera più drastica: ha licenziato in tronco Ciarroni, destituito dal ruolo di più stretto collaboratore del primo cittadino. Un fulmine a ciel sereno per il Palazzo di Città, nel momento stesso in cui, come riportano anche i giornali in edicola, lo stesso Brucchi si apprestava a un vorticoso rimpasto di giunta. Adesso ci sarà da rivedere qualcosa nelle strategie politiche del sindaco, perchè il nome di Ciarroni era nella lista di tre chiamati a sostituire altrettanti titolari di deleghe nell’esecutivo comunale. Sì, Ciarroni si è giocato il posto da assessore con una leggerezza. Ma in fondo, perchè si è cacciato in un guaio del genere: non bastava ammettere che non c’era stato furto ma soltanto una presa in prestito – come sicuramente sarà successo in altre occasioni – della bicicletta, evitando di smuovere un vespaio del genere. Abbiamo raggiunto Ciarroni al telefono e lui, sconfortato, ha ammesso di aver sbagliato e di averlo fatto per… colpa di una giornalista: «Sì, purtroppo mi sono lasciato andare nel cercare di aiutare un’amica… Cercava uno scoop ad ogni costo, che l’avrebbe messa in luce nel suo lavoro… Ho pensato che la notizia della scomparsa della bicicletta, raccontata nei minimi dettagli avrebbe potuto fare al caso… Quando è intervenuta la Digos non credevo potesse finire così. Insomma, non ho avuto il coraggio di raccontare la giusta versione… e Maurizio non l’ha presa bene, ma ha ragione…»

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