Al cinema torna Gabriele Salvatores

TERAMO – Ultimamente, complice anche il fenomeno di Alice in Wonderland, i film di animazione stanno avendo un successo di pubblico nettamente superiore ai film con personaggi in carne ed ossa. Forse perché il cinema umanoide (quello commerciale per esser chiari) è sempre più distante dalla realtà, intesa come mondo naturale che ci circonda, e perché propone nella maggior parte dei casi delle storie a mio avviso stupide, banali e soprattutto false. Ho fatto questa piccola (e pepata) premessa per presentarvi l’ultimo film della DreamWorks: Dragon Trainer. Commedia avventurosa ambientata nel mitico mondo di robusti vichinghi e draghi selvaggi tratta dal libro di Cressida Cowell. La storia ruota intorno ad un adolescente vichingo che fa fatica a diventare un eroico domatore di draghi come richiesto dalle secolari tradizioni della sua tribù. Il suo mondo si stravolge completamente, quando incontra un drago che sfida sia lui che l’intero villaggio a vedere la vita da un altro punto di vista. Una pellicola quindi che, al di là della comicità animata, mette in primo piano uno dei valori forse più in crisi nella società occidentale: l’amicizia senza pregiudizi tra due esseri viventi, profondamente diversi ma che possono apprendere l’uno dall’altro e creare così una coscienza pura. Segnaliamo anche il ritorno di Gabriele Salvatores con Happy Family, commedia che vede come protagoniste due famiglie dai destini incrociati a causa dei figli quindicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. Ottimo cast con Diego Abatantuono (attore feticcio di Salvatores), Margherita Buy, Fabrizio Bentivoglio, Fabio De Luigi e Carla Signoris. Passiamo adesso al cinema più underground con Il Riccio, film della regista francese Mona Achache che sarà proiettato solo domani al multisala Smeraldo. La storia ha per protagonista Renée, una portinaia sciatta, grassa e scorbutica di un elegante palazzo parigino abitato da famiglie dell’alta borghesia. Le apparenze ingannano e si scopre che Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant, dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso: dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Entrambe nasconderanno i loro segreti fino all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese. Per quanto riguarda il cinema americano abbiamo Remember Me, film drammatico romantico ambientato a New York. Storia che sa di deja vu: due ragazzi colpiti entrambi da disgrazie familiari s’incontrano e, ovviamente, scatta il colpo di fulmine. Cast con l’ex James Bond Pierce Brosnan. Quasi storia d’amore anche nel film del regista Alessandro D’Alatri, Sul Mare, che vede per protagonisti Salvatore (Dario Castiglio) e Martina (Martina Codecasa). Dicevo quasi storia d’amore perché i due si conoscono, si frequentano, ma all’ultimo momento Martina si renderà irreperibile. Concludiamo infine con il film che viene proiettato al cineteatro Comunale: La vita è una cosa meravigliosa dei fratelli Vanzina. E’ un film che racconta la vita di alcuni personaggi e le loro aspirazioni alla felicità: Cesare è un poliziotto che si occupa di intercettazioni. Con le cuffie in testa, spia le vite degli altri come quella di Antonio, presidente di un importante gruppo bancario, al quale i politici chiedono con insistenza fondi neri per finanziare i loro impicci. Sarà l’inizio di una mega inchiesta che coinvolgerà svariati personaggi. Per la serie: la triste realtà di oggi dopata, colorata e resa innocua nella finta realtà di celluloide. Buone feste e buona visione a tutti.

Lorenzo Mazzaufo

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