L’Aquila, un anno fa l’apocalisse

TERAMO – Un anno fa alle 3.32 l’Aquila tremava. Poco dopo iniziava a contare quelli che sarebbero stati i numeri del dolore: 308 vittime accertate, 1600 feriti di cui 200 gravissimi ricoverati negli ospedali di Teramo, Avezzano, Chieti, Pescara, Ancona, Roma, Rieti, Foligno e Terni, circa 65 mila sfollati e 35.379 edifici inagibili. E mentre l’Aquila tra le lacrime all’alba iniziava a scavare tra le macerie, Teramo, la sua più stretta vicina si mobilitava per essere pronta a prestare soccorso ai fratelli aquilani. Poco dopo le 6 di mattina le prime ordinanze di chiusura delle scuole, Pineto, Teramo, Roseto, poi Silvi, alle prime ore di luce erano pronte ad avviare le verifiche strutturali degli edifici. Annullate tutte le conferenza stampa, le iniziative pubbliche, da Teramo partiva intanto una squadra di vigili urbani per aiutare i colleghi del capoluogo colpito. Gli altri assicuravano lungo via Po’ il rapido deflusso delle autoambulanze per il trasporto dei feriti all’ospedale Mazzini. Qui, il centro Trasfunionale della ASL organizzava prontamente, insieme alle associazioni FIDAS e AVIS, un’ unità di crisi che ha assistito i donatori arrivati numerosissimi per far fronte all’emergenza sangue. Sospesa l’attività didattica dell’Università, la Provincia ha evacuato la sede costituendo una unità operativa impegnata a monitorare le lesioni di strade, ponti e viadotti. E mentre gli uomini della Polizia municipale lungo la costa si affrettavano a contattare alberghi e residence per avere la disponibilità ad accogliere gli sfollati, nelle redazioni piovevano le offerte di solidarietà di associazioni, enti benefici, aziende, cittadini pronti a offrire il loro aiuto con mezzi di trasporto, cibo, vestiti soldi, ma anche la propria casa. Tante le mani pronte a prestare i soccorsi e ad asciugare le lacrime versate. Tante le persone che vigili del fuoco e protezione civile riescono a estrarre vive dalle macerie: Marta Valente, 24 anni di Bisenti, studentessa di Medicina, viene salvata dopo 23 ore; Eleonora Calesini, 21 anni, di Mondaino, dopo 42 ore, Maria D’Antuono, 98 anni, di Tempera, viene trovata viva dopo 30 ore, e racconterà di averle trascorso lavorando all’uncinetto. Nella tragedia c’è stato posto per i racconti delle esperienze di amicizia e solidarietà. Qualcuno ha detto che un eroe è chi fa quello che può, l’Aquila quel giorno ne ha visti tanti.

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