Rifondazione: «Cantagalli come gli ultrà»

TERAMO – Il Partito della Rifondazione Comunista di Teramo interviene nella vicenda della denuncia, da parte della Digos, dei 10 giovani ultrà intervenuti nella seduta del consiglio comunale del 14 gennaio scorso per protestare contro il futuro abbattimento dell’ex stadiio comunale. E lo fa con una provocazione, nei confronti della questura di Teramo, che non mancherà di suscitare polemiche: perchè allora non denunciare anche l’ex assessore comunale Fernando Cantagalli, reo di “di interrompere e di offendere, in maniera anche volgare, alcuni consiglieri dell’opposizione mentre questi tentavano di intervenire durante il dibattito consiliare". Nella nota firmata Segreteria del Circolo di Teramo, si esprime innanzitutto solidarietà ai giovani tifosi denunciati e si sottolinea come «quello che appare un eccesso di protagonismo da parte delle forze di polizia presenti durante il Consiglio Comunale, non aiuta in nessun modo a ristabilire le condizioni per un confronto sereno tra le parti. Troppe volte – si legge nella nota del Prc -, di fronte a spazi di democrazia e confronto che si aprivano, la risposta istituzionale è stata quella giudiziaria. Una protesta accesa, ma ribadiamo pacifica, nel luogo deputato al confronto quale è l’aula di un consiglio comunale, non deve finire in un tribunale, oggetto di cronaca giudiziaria». Su queste considerazioni, Rifondazione ritiene allora che analogo provvedimento dovrebbe essere adottato nel caso dell’ex assessore Cantagalli: «Visto che questo sembrerebbe il metro di giudizio utilizzato dalla questura di Teramo, Rifondazione Comunista si chiede quando verranno presi i medesimi provvedimenti nei confronti dell’ex assessore Cantagalli, resosi colpevole, durante lo svolgimento del consiglio comunale dedicato al bilancio, di interrompere e di offendere, in maniera anche volgare, alcuni consiglieri dell’opposizione mentre questi tentavano di intervenire durante il dibattito consiliare. Allora, come oggi con i dieci denunciati, saremo solidali con Cantagalli».

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