L’indagato parla: «Avete sbagliato persona»

TERAMO – «Avete sbagliato persona, non sono stato io a ucciderla». Nega, Romano Bisceglia, respinge le accuse di essere l’assassino di Adele Mazza, la 49enne tossicodipendente strangolata e poi mutilata e i pezzi sparsi lungo il fossato di via Franchi. L’unico indagato nel delitto ha parlato dinanzi al gip del tribunale di Teramo, Marina Tommolini.
VISTA L’ULTIMA VOLTA VENERDIì 2 APRILE – Dice di essere estraneo all’atroce assassinio, di aver visto la donna l’ultima volta il venerdì precedente all’omicidio, perchè si era recata a casa sua, in via Arno, assieme ad altre persone, a bordo di una macchina, per ritirare il metadone che Bisceglia aveva preso al Sert per lei.
LA MACCHIA DI SANGUE – E sulla macchia di sangue che lo incastrerebbe, rinvenuta sul secchio che conteneva un braccio, quello destro, della vittima? Non può essere il mio, è stata la risposta di Bisceglia. E per mostrarsi più che sicuro di questo, ha acconsentito a farsi prelevare, nelle prossime ore, un campione di sangue.
LA COMPARAZIONE SU UNA SIGARETTA FUMATA IN CASERMA – Per prendere un campione di saliva dell’indagato, affinchè si riuscisse a comparare il Dna della macchia di sangue trovata sul secchio con i resti della vittima, i carabinieri hanno utilizzato un vecchio trucco: hanno preso da un portacenere in caserma il mozzicone di sigaretta che Bisceglia aveva fumato quando, nelle ore immediatamente dopo l’assassinio, era stato chiamato a fornire alcune informazioni. "image"Adesso il legale, Barbara Castiglione, contesta il risultato: «Come si fa a dire che può essere attendibile? E se ci fossero elementi che possono aver inquinato il campione, come il detersivo del portacenere? Per questo abbiamo accettato che si prelevi un campione di sangue: siamo tranquillissimi su questo».
L’ALIBI – Bisceglia un alibi ce l’ha per il giorno di Pasquetta. Non fino all’ora del ritrovamento del cadavere, ma per gran parte della giornata, almeno così afferma il suo avvocato. «E le testimonianze che lo vogliono in compagnia di altre tre persone, in quel pomeriggio, sono false. Non è vero: è stato visto con un’altra persona che frequenta spesso, in un bar, tutto qui. Questo vuole dire che è l’assassino?».
INDAGINI DELLA DIFESA – L’avvocato Castiglione ha annunciato di aver avviato indagini della difesa sul delitto. «"image"Siamo convinti che l’assassino o gli assassini sono in libertà: hannio concentrato le indagini su Romano e, quel che è peggio, hanno smesso di cercare il killer vero». E ripete all’infinito che Bisceglia non ha nè la forza per ammazzare nè per sezionare il cadavere di una persona, ma soprattutto «non ha un movente».
LE INDAGINI SUI COMPLICI – L’attività di indagine ha subito adesso un rallentamento. Per via anche dell’interrogatorio dell’indagato, dal quale – almeno questa è stata la nostra impressione – l’accusa si aspettava forse qualcosa di più, non la confessione ma qualche amissione sulle complicità, almeno. Bisceglia è fermo sulla negazione più assoluta e il caso, non essendoci ancora luogo del delitto, movente e armi, si regge soltanto sulla macchia di sangue e su testimonianze per ora poco concrete.

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