L’alibi del killer regge fino al primo pomeriggio

TERAMO – L’alibi di Romano Bisceglia regge. Almeno parzialmente. Regge fino al primo pomeriggio di lunedì di Pasquetta, giorno in cui anche Adele Mazza era ancora viva. L’unico arrestato finora per il delitto della 49enne tossicodipendente teramana, ha trascorso la festività post Pasqua con i familiari e a confermarlo ci sono almeno una decina di persone. Sarebbe rientrato in casa, in via Arno, all’incirca verso le 16. Per essere l’autore materiale del delitto avrebbe avuto in totale poco più di tre ore, per ammzzzarla, sezionarne il cadavere e trasportarne i pezzi fino al fossato di via Francesco Franchi e forse con due viaggi a piedi spingendo il carrellino per pacchi. Che Adele fosse viva fino alle 11 di lunedì è stato confermato da altre testimonianze, non soltanto quella di un agente di polizia libero dal servizio e dalle telecamere sia comunali che della prefettura, che l’hanno ripresa tra corso San Giorgio e piazza Martiri. C’è qualcuno che addirittura l’avrebbe vista assieme a uno dei due sospettati di essere i complici di Bisceglia. Le indagini dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo insistono con gli accertamenti sui movimenti dei due e sulle eventuali tracce lasciate. Ancora ieri uno dei due è stato sentito in caserma a lungo. Ma indizi importanti finora non sono emersi. E’ chiaro che dagli esami di laboratorio dei Ris di Roma, che cominceranno la prossima settimana, si attendono risposte fondamentali per corroborare l’accusa nei confronti di chi finora è stato individuato come il presunto autore del macabro delitto. E tra gli elementi da approfondire ci sono la macchia di sangue trovata sul secchio che conteneva il braccio destro della vittima ma anche quelle rinvenute nell’abitazione di Bisceglia. Importante sarà la comparazione del Dna tra quel sangue e il campione prelvato all’indagato dietro suo consenso.

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