Acque minerali, la Giunta regionale propone l'istituzione di un canone per i concessionari

TERAMO – Dal 1 gennaio 2001 per i concessionari di acque minerali e termali, destinate all’imbottigliamento ed alla commercializzazione o alle attività termali, sarà istituito il pagamento di un canone. La misura, contenuta in un progetto di legge illustrato dal vicepresidente della Regione e assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, prevede il costo di 1 euro per ogni mille litri di acqua imbottigliata e 50 centesimi per ogni mille litri di acque termali. Si tratterebbe dunque di una misura che introduce modifiche alla cosiddetta Finanziaria. "Quelle aziende che sottoscriveranno con la Regione un protocollo a difesa dei livelli occupazionali esistenti alla data di approvazione della presente legge – ha spiegato Castiglione – beneficeranno della forma ridotta di 30 centesimi per ogni mille litri di acqua imbottigliata, fermo restando il canone sulle acque termali a 50 centesimi ogni mille litri di acqua utilizzata. In questo modo, secondo Castiglione, la Regione Abruzzo si è allineata al canone fissato nelle altre Regioni. L’auspicio è che si possa arrivare ad un canone unico a livello nazionale". Castilgione ha inoltre illustrato un’altra grande novità rappresentata da uno studio della Regione, ormai prossimo ad essere concluso, che introduce un canone ambientale su tutte le attività estrattive compiute sul territorio regionale. "Nel dettaglio, – ha sottolineato Castiglione – si tratta di un ulteriore progetto di legge che riguarderebbe, oltre al settore delle acque minerali, quello delle cave e delle torbiere e l’estrazione di idrocarburi gassosi e liquidi, rimanendo, comunque, sempre nel rispetto della legge 32 che blocca il rilascio di ulteriori concessioni per l’estrazione di idrocarburi".

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