"Il birraio di Preston" chiude il sipario della Stagione di Prosa

TERAMO – Sarà il “Birraio di Preston” di Andrea Camilleri a chiudere la Stagione di Prosa della Primo Riccitelli. Lo spettacolo, allestito con successo dal Teatro stabile di Catania, sarà rappresentato domani sera alle 21 al Teatro Comunale di Teramo con doppia replica alle 17 e alle 21. Scenario della trama è un piccolo paese siciliano durante la seconda metà dell’Ottocento  dove c’è la necessità di inaugurare il nuovo teatro civico “Re d’Italia”. Il prefetto di Montelusa, paese distante qualche chilometro, ma odiato dagli abitanti di Vigàta perché più importante e sede della Prefettura, si intestardisce di inaugurare la stagione lirica con un melodramma di Ricci di scarso valore. In realtà nessuno vuole la rappresentazione di quell’opera, ma il Prefetto (un fiorentino cocciuto e ottuso interpretato da Gianpaolo Poddighe), obbliga addirittura a dimettersi ben due consigli di amministrazione del teatro pur di far passare quella che lui considera “una doverosa educazione dei vigatesi all’Arte, al Sublime”.  Tra i siciliani, visibilmente irritati dall’autorità esterna, si insinua il “bombarolo” mazziniano Nando Traquandi, venuto da Roma per creare scompiglio all’apertura della sala e tra mafiosi veri e presunti, brucianti storie d’amore e morti ammazzati per volontà e per accidente, si dipana una storia dalla perfetta architettura narrativa.  “Il birraio di Preston” è una tragi-commedia dai risvolti paradossali, una storia che svela fatti e personaggi che caratterizzano quella Sicilia che, nell’ottica di Camilleri, è un isola dei luoghi comuni dove però eccelle l’arte affabulatoria di i in cui si racconta il già visto in maniera diversa, deformandone o esagerandone i contorni per ottenere una risata consolatoria su un benevolo umorismo. presentandoci un arcobaleno di tradizioni, culture e suoni che caratterizzano l’Italia nella sua frammentazione.

Leave a Comment