L’Izs: «Noi i gatti li salviamo, sono altri che li maltrattano»

TERAMO – Le foto sono eloquenti e molte sono state tolte agli occhi del pubblico di giornalisti perchè veramente pietose. Perchè pietose erano le condizioni in cui i poveri 69 gatti erano stati trovati, lo scorso 1° aprile, quando il Corpo Forestale dello Stato ha effettuato il blitz nel gattile di Colleparco, gestito da una cittadina rappresentante di una associazione per la tutele degli animali. Un gattile spacciato per colonia felina di cui però non aveva nemmeno un requisito, a partire dalle condizioni igienico-sanitarie in cui i gatti erano costretti a vivere, per continuare con l’esistenza di gabbie e recinzioni che di fatto segregavano gli animali al chiuso. Sono solo alcuni aspetti di quello che trovarono la forestale, i vigili urbani, la polizia e il personale dell’Izs. Oggi, per fortuna, la scelta del Comune e della Forestale, cioè di affidare quei poveri animali a uno staff di veterinari esperti nelle cure e nell’assistenza anche sotto il profilo della rieducazione e del comportamento, si è dimostrata azzeccata. Lo hanno sottolineato sia l’assessore comunale all’ambiente, Rudy Di Stefano, che il dirigente veterinario responsabile del settore Benessere Animale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale "G. Caporale", Nicola Ferri: «I 69 gatti adesso hanno recinti comodi, spaziosi, con postazioni singole, con cibo rigorosamente secco e acqua corrente a disposizione, assistiti, curati con terapie idonee, tutti identificati e censiti». L’esatto contrario di quello che accadeva nella ‘fantomatica’ colonia felina di Colleparco. Purtroppo, per 9 di loro non c’è stato nulla da fare: affetti da gravissime forme di polmoniti e di altre patologie virali e in alcuni casi anche di origine batterica, i felini debilitati e stressati non ce l’hanno fatta nonostante lo sforzo dei veterinari Izs. «Aver letto su alcuni organi di informazione che addirittura sia stato l’Izs a maltrattarli, addirittura ad ucciderli o a utilizzarli per esperimenti – ha spiegato Ferri -, ha costituito un grande danno d’immagine: a disposizione di chiunque ci sono le documentazioni di ogni singolo gatto che abbiamo avuto in affidamento. Voglio anche dire che molti dei proprietari di questi gatti, provenienti da ogni angolo della provincia, hanno ritrovato i loro animali e ce li hanno lasciati perchè hanno capito che li stiamno accudendo al meglio». E qui si è aperta un’altra polemica: come lo stesso assessore Di Stefano ha ricordato, adesso sarà aperto un tavolo tecnico con tutti coloro che devono occuparsi di colonie feline. Ma considerato che su 69 gatti, soltanto 6 erano sterilizzati, e si sa che nelle colonie feline è d’obbligo la sterilizzazione, chi, competente, non ha fatto il suo dovere? E’ il secondo mistero di Colleparco: sul primo, perchè c’era quel gattile così mal tenuto, è argomento dell’indagine della Forestale che sta perseguendo la signora che lo gestiva per maltrattamenti di animali. Che per fortuna di gatti e gattini, ha rassegnato al comune le proprie dimissioni dalla gestione delle 16 colonie feline distribuite sul territorio…

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