Project financing: «Un’opportunità per gli Enti nel momento di crisi»

TERAMO – Superare le ostilità e colmare il gap abruzzese sul ricorso allo strumento del project financing è l’obiettivo di una iniziativa promossa dai giovani dell’Ance e dall’Unione dei Giovani Commercialisti finalizzata a riunire a Teramo esperti nazionali sull’impiego di un istituto finanziario. Un tema particolarmente attuale in un momento in cui le pubbliche amministrazioni soffrono particolarmente l’ingessatura dei bilanci e l’assenza di risorse che rischia di paralizzare la messa in cantiere delle opere pubbiche. Il project financing stenta tuttavia a decollare in Abruzzo. Infatti, come spiega Guido Abbondanza, presidente dei Giovani Imprenditori Edili, se in Italia la media di operazioni in Project è stata nel 2009 del 34%, in Abruzzo la percentuale non supera il 5%. Una percentuale che invece cresce in provincia di Teramo dove, grazie alle iniziative legate al parcheggio di piazza Dante, dell’ospedale e dello stadio, la percentuale sale al 18%.  
   Il convegno, in programma all’Università di Teramo giovedi prossimo a partire dale 9.30, si propone di far capire come il ricorso al project financing non sia un istituto giuridico antitetico allo sviluppo ecosostenibile del territorio, ma può essere al contrario una nuova cultura che va modulata al servizio delle pubbliche amministrazioni che possono contare in questo modo sulle imprese che, oltre a fornire un know how procedurale e eseguire lavori di pubblica utilità, si fanno carico dei rischi e delle responsabilità connesse alla realizzazione delle opere stesse. “Non si tratta di fugare solo le accuse di occasioni speculative – dichiara Cristian Graziani, presidente dell’unione dei Giovani Commercialisti– ma di instaurare un rapporto virtuoso con le amministrazioni superando le criticità reciproche e senza per questo volerci sostituire nella programmazione urbanistica”.
Oltre al ricorso al project, dati relativamente positivi riguardano il teramano anche per quanto riguarda la compravendita di unità immobiliari ad uso abitativo in Abruzzo. Infatti tra il 2008 e il 2009 le compravendite sono diminuite del 6%, un dato di gran lunga inferiore a Chieti che invece ha perso il 19,3% e Pescara che ha perso il 14,8% . L’Aquila ha perso il 33,6% ma è un dato che va ovviamente correlato al sisma del 6 aprile. Per quanto riguarda l’andamento delle compravendite, spiegano Graziani e Abbondanza, le percentuai fanno però riferimento al mercato non residenziale delle seconde case al mare. Essendo la costa teramana più lunga rispetto alle altre province e considerndo la presenza di numerosi aquilani che hanno preferito dopo il sisma stabilirsi sulla fascia costiera, è normale come le compravendite abbiano subito la crisi in misura nettamente inferiore alle altre province.

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