Ictus: a Teramo fa meno paura

TERAMO – Da circa otto mesi all’Ospedale di Teramo viene eseguito l’unico trattamento farmacologico che finora ha dimostrato efficacia nella cura dell’ischemia cerebrale al fine di ridurre l’entità della disabilità a distanza. Il trattamento, eseguito nell’unità operativa di Neurologia diretta da Danilo Lucantoni, in collaborazione con il Servizio di Neuroradiologia Interventistica diretto da Vincenzo Di Egidio, è in grado di sciogliere il trombo, cioè quel coagulo di sangue che si forma all’interno di un vaso riducendo gravemente il flusso sanguigno, e può essere somministrato per via endovenosa o nel punto esatto dove l’arteria cerebrale è ostruita. “Nell’ultimo decennio le problematiche connesse all’ictus hanno registrato una notevole evoluzione grazie alla proposta di modelli organizzativo-assistenziali più efficaci e all’arrivo di nuove terapie per la fase acuta – ha dichiarato Maurizio Assetta, attuale direttore dell’U.O.C di Neurologia e Stroke Unit- solo un’assistenza tempestiva e adeguata può evitare, infatti, gravi disabilità se non addirittura la morte.  Per questo motivo, secondo Assetta, è indispensabile seguire un preciso percorso assistenziale fin dalle primissime fasi d’intervento.
L’ictus, informa una nota, ogni anno colpisce in Italia oltre 190 mila persone, nell’80% dei casi si tratta di nuovi episodi e nel 20%  di recidive. Uno su tre, circa, di questi pazienti oggi muore entro un mese dall’evento, mentre il 40% supera l’ictus con una disabilità residua. La patologia rappresenta, infatti, la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza di mortalità (dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie) tra gli adulti nei paesi industrializzati.
“E’ oramai consolidato che per garantire al paziente il miglior risultato in termini di sopravvivenza e minor invalidità il ricovero deve essere eseguito in Stroke Unit, ovvero strutture tecnologicamente avanzate e dotate di personale medico infermieristico esperto –  ha dichiarato infine il dottor Assetta – abbiamo la fortuna di disporre dei mezzi opportuni e di un’organizzazione dedicata  per cui possiamo, a ragione, affermare che l’ictus fa meno paura”.

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