Sanità, Chiodi: "L’Abruzzo non è più una Regione canaglia"

TERAMO – "Il Governo ha dato atto che la Regione Abruzzo sta facendo passi da gigante. C’è stato un cambiamento epocale grazie alla nostra politica di rigore che ha portato ad un giusto riconoscimento ed ha allontanato lo spettro dell’aumento delle tasse per gli abruzzesi anche se il sistema non è ancora in equilibrio. Servono altre manovre di intervento per arrivare ad un auspicato equilibrio economico-finanziario. Intanto, siamo usciti dal piano di rientro e ci apprestiamo a mettere in atto il piano operativo per il 2010". Lo ha detto il Presidente Gianni Chiodi, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano e dell’assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni. "E’ un risultato straordinario – ha aggiunto Chiodi – per una regione ‘canaglia’ che fino a poco tempo fa non riusciva neppure ad avere il giusto peso all’interno della Conferenza delle Regioni, additata come simbolo di mala gestione sanitari. I nostri sforzi hanno portato al recupero di 280 milioni di euro nel corso dell’anno 2009, a testimonianza di un percorso virtuoso intrapreso dalla nostra regione". Tra gli interventi necessari a proseguire il percorso di risanamento il governatore indica la necessità di razionalizzare la rete di assistenza ospedaliera che potrà portare alla riconversione di almeno 3 ospedali, di determinazione dei tetti di spesa per i privati, di manovra sul costo del personale pari a 3,9 milioni di euro nonché di razionalizzazione della spesa farmaceutica per oltre 8 milioni di euro avvalendosi anche di un sistema informativo che permetterà di monitorare le prescrizioni mediche . "La battaglia continua – ha aggiunto Chiodi – dobbiamo intervenire su queste aree con la forza della ragione di chi sta lavorando per il bene dell’intera collettività pur ricorrendo a scelte molto spesso impopolari. Il 19 maggio presenteremo il piano operativo. “ Abbiamo due obiettivi importanti – ha dichiarato Venturoni – il primo è quello di ridurre i costi e far sì che il fondo sanitario regionale sia sufficiente a garanzia di un equilibrio economico-finanziario, il secondo è rendere un servizio di qualità elevata ai cittadini abruzzesi. Un processo di riduzione e ottimizzazione delle spese del sistema sanitario che passa anche attraverso una migliore regolamentazione dei rapporti con gli operatori privati".

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