Marco Pannella: "Colpe gravi" sul Teatro Romano di Teramo

TERAMO – Marco Pannella, segretario del partito radicale, arriva a Teramo per sostenere le ragioni di Teramo Nostra sul tema del Teatro Romano e parla di "colpe gravi" da parte della pubblica amministrazione sui ritardi e sulle inadempienze che avrebbero accompagnato l’iter del recupero del sito archeologico. L’associazione non ci vede chiaro nel progetto che vede l’utilizzo di 1 milione e 600mila euro di fondi CIPE e teme che il restauro parziale del bene archeologico rimarrà definitivo e potrà pregiudicarne il recupero completo. Un recupero che per Teram Nostra passa indispensabilmente per l’acquisizione e demolizione dei due edifici insistenti sull’area, Casa Salvoni e Palazzo Adamoli. Pannella, da cittadino teramano prima che da segretario del suo partito, si è inserito nel dibattito che ha assunto dimensione nazionale dopo una interrogazione parlamentare sottoposta al ministro Sandro Bondi dall’onorevole radicale Elisabetta Zamparutti. Pannella ha diffuso i contenuti di una lettera aperta che è stata consegnata al ministro dei Beni Culturali a firma di Renato ciminà, presidente dei Liberali teramani e della stessa Zamparutti, "affinchè si torni al progetto originario del totale recupero del totale recupero del Teatro Romano di interamnia e si sventi un delitto ai danni dell’umanità intera". "Nelle prossime settimane – ha annunciato Pannella nel corso di una conferenza stampa al Grand’Italia – intendo acquisire conoscenza diretta delle situazioni che hanno portato a una situazione che appare come un unico disegno criminoso, un disegno per la ‘non ricostruzione’. Mi rivolgerò personalemente alla Procura della Repubblica – ha detto infine Pannella – sarà la magistratura ad accertare la sussisenza di colpe in un Paese dove esiste un regime di illegalità diffuso e che vogliamo contrastare. Per l’anfiteatro romano di Teramo è l’ultima occasione". Intanto Teramo Nostra, nel ripercorrere le tappe del recupero dell’area, (il mancato riconoscimento del diritto di prelazione della Regione sull’acquisto di Palazzo Adamoli, il successivo consolidamento della struttura invece della demolizione che doveva consentire il recupero totalee adesso il recupero parziale con i fondi Cipe), ha annunciato che il dibattito oltre a essere investito da una dimensione nazionale, sarà ripreso a Teramo, il 28 maggio nel corso di un incontro pubblico convocato all’Hotel Abruzzi a partire dalle 18.

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