D’Alessandro: "La politica sia trasversale nel bloccare la deriva petrolifera dell’Abruzzo"

TERAMO – Il consigliere regionale Cesare D’Alessandro (IdV) ha presentato una risoluzione urgente con la quale chiede al Consiglio regionale di voler bloccare il processo di petrolizzazione in Abruzzo e un impegno trasversale di tutti i gruppi politici. “L’Abruzzo da Regione Verde d’Europa si appresta ormai a diventare Regione Nera d’Europa – dichiara il consigliere D’Alessandro – se consideriamo che il 50% del territorio regionale è stato praticamente ceduto alle compagnie petrolifere, mentre il 90% della popolazione abruzzese si trova a vivere all’ interno di un vero e proprio distretto petrolifero”. “E’ acclarato – continua D’Alessandro – che i pozzi di petrolio non generano occupazione né ricchezza per i cittadini. Ci saranno sicuramente, invece, danni incalcolabili per il settore agricolo e per quello turistico ed alberghiero; la regione dei Parchi si trasformerà in regione delle raffinerie e delle discariche, con la contaminazione dei terreni, la contaminazione dell’aria a causa dell’immissione di tonnellate di polveri incluso il micidiale idrogeno solforato; la contaminazione del mare (già in atto) con la distruzione dell’economia della pesca e del turismo balneare. Un solo impianto utilizza un milione di litri d’acqua al giorno, inevitabilmente sottratto alla portata degli acquedotti pubblici”. “Nel corso della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale – ricorda il consigliere dell’IdV – i candidati Chiodi e Costantini assunsero impegni con gli abruzzesi a non consentire che l’Abruzzo diventasse una regione petrolifera, ma ciò nonostante il Ministero per lo Sviluppo Economico continua a classificare l’Abruzzo come “Regione petrolifera” consentendo il rilascio di nuove autorizzazioni a perforare”. “E’ nostro dovere agire con ogni mezzo – conclude D’Alessandro – per fermare una deriva che porterà solo danni ambientali, disoccupazione, malattie e malformazioni”. D’Alessandro rivolge infine un appello all’intero Consiglio regionale affinché sia approvata una legge che protegga i cittadini per sempre da autorizzazioni a perforare, a scavare pozzi, e che blocchi i progetti di colonizzazione del territorio dei petrolieri”.

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