Nuove regole per la pesca del pesce azzurro

TERAMO – La pesca del pesce azzuro: scende in campo la Regione, che vuole un tavolo ministeriale a chui sidedano tutte le regioni dell’Adriatico, a fianco delle organizzazioni di categoria e chiede che la normativa igienico sanitaria sia rimodulata, così da evitare ogni preoccupazione per i consumatori. E ancora: vanno riviste le regole sugli strumenti per pescare il pesce azzurro e infine vanno sancite regole contestualizzate al momento e alle prassi nazionali. In un documento a firma congiunta, gli assessori alla Pesca delle regioni Abruzzo, Mauro Febbo, Puglia, Dario Stefano, Marche, Sara Giannini e Molise, Nicola Cavaliere, chiedono al ministro delle Politiche agicole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan, di "insediare un tavolo di lavoro che vede la partecipazione delle regioni dell’Adriatico centrale e meridionale e del Ministero per affrontare tre tematiche particolarmente rilevanti". La prima questione è relativa alla normativa in materia di controlli sanitari sulla presenza dei parassiti nel pesce azzurro. "Recenti iniziative di autorità sanitarie e giudiziarie delle regioni del Nord – scrivono i quattro assessori – fondate su norme probabilmente superate  hanno di fatto messo fuori mercato il pescato adriatico, generando allarme ingiustificato tra i consumatori. Si ritiene che la vigente normativa comunitaria in materia di igiene dei prodotti ittici non giustifichi tale situazione e richieda un approfondimento ed un chiarimento che impegni in primis il Governo centrale a livello di Ministero delle Politiche agricole e Ministero della Salute. Parimenti si ritiene utile e doverosa la restaurazione di una corretta informazione sul tema del consumo del pesce azzurro". La seconda questione è relativa all’entrate in vigore del Regolamento  in materia di utilizzo di attrezzi a maglia larga. "Tale regolamento – scrivono ancora gli assessori – coglie la marineria nel bel mezzo di una crisi strutturale: si tratta, infatti, di investire risorse in vista di minori prospettive di guadagno, almeno a breve, e di maggiori costi di gestione. Si ritiene necessario profondire la possibilità di misure di accompagnamento che possano attenuare i segnali di tensione sociale già chiaramente percepibili. Infine – concludono gli assessori – le marinerie che praticano, con vari sistemi, la pesca del pesce azzurro reclamano regole organiche che sarebbe appropriato collocare in un Piano di gestione nazionale, magari anticipato dalla diffusione di buone prassi, conseguite in via di autoregolazione".

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