Troppe varianti: a Teramo servirà un nuovo Prg

TERAMO – "Il Programma integrato di sviluppo urbano approvato dalla sola maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale contraddice le linee guida date dalla Regione per l’impiego dei fondi europei”. Non ha dubbi il consigliere Manola Di Pasquale (Pd): la scelta dell’amministrazione comunale manca di visione strategica, privilegiando interventi limitati ad alcune aree. “Eppure – afferma Di Pasquale – l’input era chiaro: questi 9,5 milioni di euro sarebbero dovuti servire per il recupero di infrastrutture urbane, per l’ammodernamento del centro storico, per la riconversione di siti industriali dismessi e per le aree che versano in stato di degrado. A parte i 3 milioni per l’ex Manicomio, non c’è niente di tutto questo, anzi: si sta contravvenendo alle linee di indirizzo aggiungendo nuove cubature”. Il riferimento è ai 140 appartamenti che dovrebbero essere costruiti come contropartita per la realizzazione di un bioparco in contrada Ravicciolo, tra Villa Mosca e Colleparco, progetto proposto dalla ditta Falone costruzioni. “Se non mettiamo freno a questa frenesia edificatoria – continua Di Pasquale – gli immobili finiranno per svalutarsi”. Per Di Pasquale nei Pisu ci sono inoltre dei “grandi esclusi”, come il quartiere della Gammarana, la Cona, Porta Romana. Anche gli altri consiglieri del Pd hanno attaccato duramente il Programma, denunciando l’ampio spazio dato ai privati senza la presenza di bandi di evidenza pubblica: nei Pisu infatti rientrano progetti sostenuti, oltre che da Falone costruzioni, anche dalla cooperativa Atena e dall’Ater.  Per il consigliere Maurizio Verna, le strategie messe in atto dall’amministrazione stanno vanificando il Piano regolatore generale approvato dalla Giunta Chiodi. “Stanno uccidendo il Prg”, tuona Verna, che denuncia anche un altro problema: il Programma prevede, infatti, lo spostamento della capacità edificatoria e a farne le spese sarebbero le frazioni: ad esempio, chi ha un terreno a Villa Tofo potrebbe spostare la capacità edificatoria a Colleparco. "Un’opzione – spiega Verna – mai concessa prima, neanche in caso di vincoli ambientali, come il Pai, che prevedeva lo spostamento solo del 60% della capacità edificatoria in altre aree, dette ambiti ristretti. Così facendo non solo rischiamo di svuotare le frazioni, ma privilegeremo alcuni proprietari che potranno beneficiare di terreni del valore nettamente superiore”.  Per il Pd l’amministrazione sarà costretta ad adottare un altro Prg per sanare tutte le varianti che sono state decise ed approvate finora.

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