Micheli incompatibile con la presidenza Team

TERAMO – Il consigliere del Pd Manola Di Pasquale torna ad occuparsi del “caso Team”. E lo fa citando il regolamento attuativo dell’articolo 23- bis del decreto legge 112/2008, che, in sostanza, si occupa dell’affidamento dei servizi pubblici locali, prendendo in esame anche altri aspetti. Uno, importante, riguarda le incompatibilità: in base a quanto scritto nel regolamento, il presidente della Team Raimondo Micheli dovrebbe essere costretto ad abbandonare la carica ad aprile 2011, quando, cioè, saranno rivisti i componenti del Consiglio di amministrazione. Il regolamento, infatti, cita testualmente: “Non possono essere nominati amministratori di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore negli enti locali che detengono quote di partecipazione al capitale della stessa società”. Micheli, essendo stato assessore all’Ambiente della Giunta comunale Chiodi, risulta pertanto incompatibile. La norma, comunque, non è retroattiva: per il momento Micheli potrà restare al suo posto. Ma non è tutto. “Il regolamento attuativo – spiega Di Pasquale – parla chiaro: le assunzioni per le società partecipate come la Team non possono avvenire attraverso le agenzie interinali, ma tramite selezioni pubbliche, in pratica le società a partecipazione pubblica devono adottare, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto del testo unico sul pubblico impiego, che prevede tutta una serie di criteri, dall’adeguata pubblicità della selezione alla presenza di una commissione esaminatrice di comprovata professionalità. Invece la Team ha assunto ben 30 persone  eludendo, di fatto, la legge”. Altri due problemi spinosi riguardano il socio privato, scelto senza bando di evidenza pubblica, e l’affidamento dei servizi, che il Comune di Teramo ha fatto in maniera diretta alla Team. “Anche su questi punti – afferma Di Pasquale – la legge è cristallina: è necessario un bando di gara che nel caso della Team non c’è stato, insomma, stiamo rischiando di rendere nulla l’unica società che negli anni ha dimostrato una buona solidità economica”. Il consigliere Gianguido D’Alberto (Pd) solleva l’attenzione sulla mancata stipula della convenzione tra Team e Comune che conferma l’affidamento. “E’ molto strano – commenta D’Alberto – che ci abbiano fatto votare in fretta e furia, in Consiglio comunale, la delibera in cui si affidano i servizi alla Team e che dopo 5 mesi ancora non ci sia la convenzione. E’ altrettanto singolare che sul sito della Team risulti ancora la Slia come socio privato”.

 

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