Marconi: "Inaccetabile il gap fra sviluppo demografico e impianti di depurazione"

TERAMO – “Al di là delle specifiche responsabilità, se ve ne sono e se saranno accertate, quanto è accaduto ha traumaticamente portato all’attenzione di tutta l’opinione pubblica fatti disarmanti: un deficit inaccettabile fra sviluppo demografico e impianti di depurazione; paesi senza reti fognanti, scarichi abusivi; un ritardo decennale sulle opere primarie di urbanizzazione”. E’ quanto dichiarato dall’assesore provinciale all’Ambiente, Francesco Marconi, intervenuto sull’emergenza ambientale ai piedi del torrente Vibrata.
Intanto Polizia provinciale e Arta, come già reso noto dal vicepresidente della Provincia (vedi intervista), hanno effettuato nuovi prelievi sul fiume: a monte e a valle del depuratore di Alba-Villa Rosa-Martinsicuro e all’altezza del ponte che collega il comune albense con quello di Martisicuro. I risultati dei prelievi verranno messi a confronto con quelli dei prelievi effettuati il 18 agosto. Dopo l’allarme scattato nei giorni scorsi per il livello d’inquinamento riscontrato nei pressi del depuratore di Villa Rosa di Martinsicuro e la moria di pesci verificatasi il 15 agosto, la Polizia Provinciale sta compiendo una serie di rilievi lungo l’asta fluviale, i fossati e gli affluenti principali. Sotto indagine il funzionamento dei depuratori, da Sant’Egidio alla Vibrata fino alla costa e gli impianti fognari. Dai primi rilievi, effettuati con l’ausilio dei tecnici dell’Arta, sono stati riscontrati tre punti di “immissione” non regolari e il malfunzionamento di due impianti di depurazione. I risultati delle indagini saranno trasmessi alla magistratura.Per il 30 agosto, intanto, la Provincia, con una lettera a firma dell’assessore Marconi e del vicepresidente Renato Rasicci, ha convocato un tavolo di lavoro con i Sindaci della Val Vibrata, l’Ato dell’acqua, la Ruzzo reti, alla riunione parteciperà il presidente Valter Catarra che sta rientrando dalle ferie.  “Ammesso, come ci auguriamo tutti, che l’emergenza passi in fretta, occorre una buona dose  di investimenti per adeguare e razionalizzare i sistemi di depurazione: il piano della Ruzzo reti stima 90 milioni di interventi per tutta la provincia teramana. –ha dichiarato ancora Marconi – bisogna partire da questo, stabilire delle priorità e verificare in che modo i vari attori istituzionali possono interagire fra loro per dare seguito ai progetti, compiere un accorato monitoraggio rispetto agli scarichi esistenti e alle situazioni a rischio”.

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