Inquinamento Vibrata: il Wwf va alla Procura

TERAMO – Inquinamento del fiume Vibrata: il Wwf presenta un esposto alla Procura della Repubblica. L’associazione ambientalista ha redatto un corposo dossier che nelle prossime ore verrà recapitato anche alla Guardia di Finanza, al Corpo Forestale, all’Istituto superiore di Sanità, oltre che agli enti interessati e alla Asl. Un documento ricchissimo di dati, pubblicazioni scientifiche e prove che dimostrano la diretta correlazione tra l’inquinamento da scarichi fognari non trattati ed enteriti virali, causate anche da rotavirus. Secondo Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo, il Governatore Gianni Chiodi e le altre cariche istituzionali avrebbero liquidato con troppa velocità e superficialità la questione, affermando soltanto che le gastroenteriti sono state causate da rotavirus, mentre nelle acque analizzate sono stati rinvenuti dei colibatteri. A questo punto la domanda da cui parte il Wwf è spiazzante nella sua semplicità. «Vogliamo sapere – aggiunge De Sanctis – se sono stati effettivamente monitorati i rotavirus nel Vibrata e nel mare attorno alla foce durante l’epidemia e se siano state indagate altre forme di possibile contaminazione». Il Wwf chiede quindi alla magistratura di chiarire le cause delle gastroenteriti e solleva anche altre due questioni. «Perché – chiede Pino Furia, responsabile del Wwf Teramo –  per le annualità dal 2002 al 2006 è stato previsto un investimento di ben 63 milioni di euro per il solo Ato teramano e di questi soldi ne risultano spesi solo 28 milioni di euro? Dove sono finiti gli altri fondi accantonati grazie al pagamento della tariffa dell’acqua di noi cittadini?». Il Wwf denuncia infine i gravi ritardi nella realizzazione, da parte della Regione, del Piano di tutela delle acque, che è stato adottato solo poche settimane fa. «La situazione drammatica del Vibrata – conclude De Sanctis – era chiara a tutti sin dal 2004, grazie alle rilevazioni dell’Arta che definiva queste acque pessime, come anche quelle di altri fiumi abruzzesi. Perché non è stato fatto nulla per evitare l’emergenza attuale?

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