Udc, da Roseto il laboratorio sul nuovo soggetto politico

ROSETO – Il caldo è torrido, ma fresca è la ventata politico-progettuale che arriva dall’Udc, che nel Teramano sceglie il Lido Celommi di Roseto, carico di tradizione e memoria storica, per lanciare la proposta del nuovo Partito della Nazione. La gente, come dice il coordinatore regionale Enrico Di GIuseppantonio, è distratta perchè si trova al mare ma mostra interesse per quello che dovrà essere il nuovo soggetto politico, cui gli iscritti del partito di Pierferdinando Casini dovranno dare un nome definitivo con un prossimo referendum: «L’entusiasmo che stiamo raccogliendo nei centri abruzzesi di questo tour ci conferma che ci sono spazio e interesse per la nostra proposta politica. Le richieste di adesione arrivano da tantissimi, e non solo da personaggi noti impegnati nel governo delle nostre città abruzzesi. Forse perchè torna la politica bella e nobile, quella che si occupa dei problemi della nazione – spiega Di Giuseppantonio, mentre stringe mani e saluta i bagnanti che si avvicinano, accompagnato dal vicesindsaco di Teramo e assessore al bilancio, Alfonso Di Sabatino Martina -».
Spazio chiede il Partito della Nazione, spazio chiede anche l’Udc in Regione, visto che governa con il Pdl in molte maggioranze ma non nell’esecutivo guidato da Chiodi?

«Questo a noi non interessa – replica il coordinatore regionale e presidente della Provincia di Chieti -. Certo è che il nostro contributo, omogeneo negli altri enti territoriali, potrebbe aiutare a risolvere i problemi della regione. Avremo un incontro in autunno con Chiodi e i vertici del Pdl: al primo punto dell’agenda dei lavori ci sarà il lavoro e poi la questione morale. Bisogna trovare una strada politica e non giudiziaria per risolvere i problemi legati alla trasparenza, all’efficienza e al clientelismo».
L’occasione può essere questo Partito della Nazione?
«In Abruzzo posssiamo dare un buon contributo, come confermano i positivi bilanci di quanto fatto dove governiamo assieme al centrodestra: la nostra è una rivoluzione laica e riformista, per valorizzare il privato nei servizi pubblici, il turismo come vera industria della nostra regione».
E’ forte il riferimento a «figure di qualità, etica e morale», secondo Dodo Di Sabatino, nel nuovo partito che Casini sta lanciando nel panorama ppolitico italiano: «Non si tratta di un progetto asfittico o di un mero riposizionamento politico come qualcuno sostiene – spiega il vicesindaco di Teramo -. Siamo ad una svolta epocale, siamo un partito plurale, vocato ad aprirsi che non può non cogliere il momento di sfida: non faremo campagne acquisti, staremo attenti alla comunicazione orizzontale e non verticistica. La politica ha disilluso tutto, dobbiamo affrontare uno sforzo comune su cui scommettere tutti, perchè è possibile un governo diverso da quello attuale. A chi ci chiede dove stiamo, oltre a spiegare che non ha capito niente di noi, diciamo: con un nuovo modo di fare politica, non di matrice di vecchio stampo terzopolista ma di vera e concreta alternativa».
E sul piano squisitamente politico, le idee già si fanno avanti. A parte il sostegno alla proposta di riforma elettorale («La prima vera battaglia che affronteremo», per Di Giuseppantonio) per l’abolizione del listino e del premio di maggioranza alla Regione, e l’invito a un «patto di responsabilità» tra maggioranze ed epposizioni in tutto l’Abruzzo «per contare di più in Italie e in Europa e recuperare così risorse p er far ripartire l’economia della nostra regione», il laboratorio politico passa da Roseto, dove tra un anno si torna alle urne per le amministrative: «Apriremo una sede nei prossimi giorni – assicurano Alessandro Recchiuti e Adriano De Luca – e abbiamo già avviato dei contatti con gli altri partiti: la nostra non sarà una scelta di opportunismo ma sui programmi per Roseto, soprattutto su lavoro, ambiente e turismo. E non parleremo di urbanistica e Prg, troppo abusati sui media e in politica».

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