Di Pietro: "La gestione del depuratore non c’entra con i malori accusati"

TERAMO – “La gestione dei depuratori è estranea a ciò che è avvenuto alla foce del torrente Vibrata, che da sempre non è immune da fenomeni anche di inquinamento”. A intervenire sulla vicenda alla foce del Vibrata è il presidente della Ruzzo Reti, Giacomo Di Pietro, raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta condotta per accertare le responsabilità di quanto avvenuto dopo il 15 agosto. In una nota diffusa alla stampa il presidente e l’intero Cda della Ruzzo Reti si dichiarano “fiduciosi“ sull’esito delle indagini che auspicano siano “rigorose” e verso le quali intendono collaborare con impegno. Secondo Di Pietro va sottolineato che la gestione del depuratore di in quell’area è stata portata avanti con grande attenzione attuando tutti i possibili presidi di sicurezza. “Va considerato- si legge in una nota – che prima degli episodi in esame, nel corso degli ultimi cinque anni, solo in un’occasione sono stati evidenziati, per un fatto casuale, valori superiori a quelli normativamente previsti”.Fino all’11 agosto, precisa ancora la nota della Ruzzo Reti, l’A.R.T.A. ha verificato la regolarità delle immissioni del depuratore e il laboratorio interno della società avrebbe effettuato verifiche anche successivamente.“Solo il 15 e il 18 agosto si sono registrati valori superiori alle tabelle di legge, dovuti probabilmente a fattori di carattere eccezionale – si legge nella nota del Ruzzo – successivamente a tali date i valori degli scarichi, specialmente riguardo ai parametri batteriologici,  sono rientrati nella noma e vengono verificati quotidianamente”. Il Ruzzo, ribadendo di aver fornito già ogni chiarimento all’autorità giudiziaria, rileva però infine che i primi ricoveri ospedalieri per i malori accusati sono iniziati il 7 agosto “quando i valori del depuratore erano assolutamente normali

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