Serie D. Sipario sul campionato

TERAMO_Dopo la turbolenta estate sul fronte iscrizioni in Lega Pro, cambia anche la fisionomia della Serie D. Una geografia rivoluzionata che rappresenta comunque un bacino di utenza potenziale da far venire i brividi: 9 milioni di persone. Anche quest’anno la Serie D è vera espressione del calcio nazionale a tutte le sue latitudini, da Trento a Trapani e da Aosta a Casarano, in un caleidoscopio che accomuna le 20 regioni italiane senza soluzione di continuità. Ecco alcune curiosità. L’organico di 166 sodalizi per la stagione 2010/2011 è composto da 6 formazioni abruzzesi, 3 lucane, 5 calabresi, 15 campane, 12 emiliano-romagnole, 5 provenienti dal Friuli Venezia Giulia, 12 laziali, 4 liguri, 20 lombarde, 5 marchigiane, 4 molisane, 13 tra piemontesi e valdostane, 6 pugliesi, 7 sarde, 7 siciliane, 14 toscane, 1 trentina, 10 umbre e 17 venete. Per quanto riguarda invece le province, il massimo campionato dilettantistico è espressione di ben 79 realtà provinciali su 110 (assenza di rilievo quella di Milano che per la prima volta dopo tanti anni non annovera nemmeno una formazione in Serie D). Quella più rappresentata è Napoli che vanta otto comuni interessati da società iscritte al nuovo campionato di Interregionale. Il comune più piccolo è il neo-arrivato Monrupino in provincia di Trieste dove ha sede il Kras Repen, espressione di una realtà industriale ben consolidata ma di un bacino di utenza di soli 870 abitanti; sulla stessa lunghezza d’onda l’esperienza del club di proprietà del patron Brunello Cucinelli, parlando di frazioni e non di comuni, infatti, il primato resta comunque a Castel Rigone (Passignano sul Trasimeno) con meno di 400 anime.

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