L’Aquila rivive l’incubo del 6 aprile

TERAMO – La settimana nera in cui, secondo previsioni e calcoli probabilistici, l’Alta Valle dell’Aterno doveva essere interessata da un terremoto di elevata intensita’ volge a conclusione. Le scosse al confine tra l’Aquilano ed il Reatino continuano ma nelle ultime ore sono diminuite per forza e frequenza. La guardia pero’ non si abbassa e la preoccupazione della popolazione di Montereale, Capitignano, Cagnano Amiterno, Capotosto non accenna a diminuire. Si dorme ancora nelle macchine, in container, roulotte o casette di legno, sempre con i vestiti addosso, pronti alla fuga. Il Commissario delegato per la Ricostruzione, presidente della Regione Abruzzo con l’interim alla Protezione civile, Gianni Chiodi, ha disposto l’allestimento di tensostrutture in tutti i comuni soggetti all’attuale, intenso, sciame sismico, il supporto umano e logistico del personale volontario, l’attivazione di uffici informativi. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che nei giorni scorsi aveva emesso un’ordinanza per la chiusura del centro storico e per l’interdizione di varie zone ”a rischio della citta”’, avra’ effetto fino ad oggi. Al momento, in Comune, si stanno studiando tempi e modalita’ della proroga, quanto mai necessaria. Nelle scuole che avevano programmato il rientro, la campanella stamane e’ suonata regolarmente. Quasi tutti gli istituti sono ospitati in strutture provvisorie ad uso scolastico, quindi antisismiche, ma i responsabili didattici hanno assicurato che in questi giorni promuoveranno adeguati test di evacuazione. Le notizie, spesso contraddittorie, si susseguono. Il principale hobby e’ diventato collegarsi ad internet sul sito dell’Ingv per monitorare numero di scosse, intensita’, profondita’ ed epicentro. Di fronte a un’ansia contagiosa il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, ha lanciato un avvertimento: niente piu’ notizie dall’Istituto se si continuera’ a strumentalizzare i dati e ad utilizzarli senza discriminazione e competenza. La gente cerca di sostare il meno possibile in luoghi chiusi. Anche i centri commerciali, divenuti, dopo il sisma dell’anno passato, spazi di socializzazione ed incontro, si frequentano per lo stretto indispensabile. L’Aquila citta’ sta rivivendo l’incubo del 6 aprile. Ma nulla e’ in confronto ai comuni dell’Alto Aterno. ”Siamo in stato d’assedio – lamentano gli abitanti di Cagnano – Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile, tende e persino ambulanze. “Misure preventive necessarie ma che logorano psicologicamente chiunque”. A questo si aggiunge un problema metereologico. Oggi e’ arrivata la pioggia e le temperature notture sono inferiori a 10 gradi. Non si ha piu’ la forza di sopportare ancora a lungo tanti disagi.

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