Iva sulla Tia, forse compromessi i rimborsi

TERAMO – Potrebbe non essere più concreta la possibilità del rimborso dell’Iva sulla Tia. A lanciare l’allarme è il consigliere comunale del Pd, Gianguido D’Alberto, secondo il quale la recente manovra finanziaria adottata dal Governo potrebbe costituire la pietra tombale per il diritto dei contribuenti teramani al rimborso dell’Iva pagata sulla Tia nei periodi di imposta 2005-2009. Secondo D’alberto infatti l’esecutivo avrebbe escluso espressamente che la tariffa  per la gestione dei rifiuti urbani prevista abbia carattere tributario, con  la conseguenza, da un lato, di  affidare le controversie relative alla tariffa stessa alla giurisdizione ordinaria e, dall’altro, di giustificare l’applicazione dell’Iva. Che effetto avrebbe questa modifica sulle aspettative dei contribuenti teramani?Secondo il consigliere del Pd formalmente nessuno poichè la disposizione contenuta nella manovra concerne una norma non ancora in vigore. “Ma di fatto è potenzialmente devastante – puntualizza D’Alberto – perché è evidente che l’obiettivo della maggioranza è proprio la Tia disciplinata dal Decreto Ronchi nella fase di conversione in legge della manovra. Si tratta dell’ultimo e inaccettabile escamotage giuridico partorito da questa maggioranza per impedire il soddisfacimento del diritto dei contribuenti al recupero delle somme ingiustamente versate”. Alla luce del nuovo contesto normativo D’Alberto chiede un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale: “In primo luogo, che ricadute avrà questa modifica legislativa, non solo sul diritto al rimborso dei contribuenti, ma più in generale sul nostro sistema di applicazione della Tia? E ancora, vi è il rischio che nel prossimo periodo di imposta l’Iva torni ad essere applicata sulla Tia, in virtù della recente e contestabile riaffermazione della sua natura tariffaria? Se così fosse – conclude il vicecapogruppo del Pd in Consiglio comunale – per i cittadini teramani, dopo il danno del significativo aumento della tariffa e la beffa del mancato rimborso, si prospetterebbe un’intollerabile ingiustizia”.

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