L’aggressione a Brucchi per Rifondazione è stata «legittima contestazione»

TERAMO – Se non a tutti fosse chiaro cosa è successo al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, in occasione dell’aggressione di mercoledì sera da parte di due ultrà (episodio per cui la magistratura ha aperto un’inchiesta e il prefetto ha convocato d’urgenza un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica), il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista interviene per spiegare, con una nota, che «si è trattato di una legittima contestazione». E la precisazione di Prc è «necessaria di fronte al tentativo di mistificare l’episodio». Brucchi in realtà, sostiene Rifondazione comunista, «è diventato furente per il consenso espresso dai numerosi cittadini presenti nei riguardi del ‘contestatore’»: e contrariamente a quanto fatto da altre forze politiche, anche di centrosinistra, Rifondazione la solidarietà la esprime al ‘contestatore’. Che, riporta sempre la nota del Prc, «al di là del linguaggio, a volte esasperato, si è limitato a richiamare alla memoria del sindaco il mancato rispetto del suo programma elettorale, laddove indicava la necessità di coinvolgimento di tutta la comunità nelle scelte di sviluppo della città». Dunque, in base al concetto che «ogni contestazione è un momento di partecipazione democratica, soprattutto di fronte alla sopraffazione politica» della negazione del referendum», Rifondazione cita un Sandro Pertini di annata che amava rpetere: “Liberi fischi in libera piazza". E lancia un altro monito: «Rifondazione non ha mai strumentalizzato i movimenti di protesta, di operare come burattinai, senza alcun rispetto per chi, al contrario, esprime liberamente una propria posizione, ritenendo al contrario che la crescita spontanea e libera di autonome capacità critiche sia elemento essenziale per una profonda trasformazione di una società in gravissima crisi».

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