Chi è Lanfranco Venturoni

TERAMO – Ha 59 anni, l’assessore regionale alla sanità, Lanfranco Venturoni. E’ medico, con tre specializzazioni, vecchio sindacalista e per fare l’assessore (giunta Chiodi, nel 2009), dopo essere stato eletto in provincia di Teramo al Consiglio regionale, ha lasciato l’incarico di capo di una divisione della Asl di Teramo. Fu già, nel 1995, primo degli eletti di FI in Abruzzo, vicepresidente del Consiglio regionale. Da quella posizione cominciò la battaglia contro i gruppi deviati nella sanità privata e "spulciò" le posizioni di innegabile connivenza che a diversi livelli favorivano la distruzione del sistema pubblico a vantaggio della privata, come poi il crollo dell’impero Angelini ha dimostrato. Con il sindaco Chiodi fu presidente della Te.Am di cui allargò l’attività fino al Molise. Poi volle, a tutti i costi, e contro molte volontà, l’incarico di assessore alla sanità. Lo volle per "sistemare la sanità e per restituire ai cittadini i diritti troppo a lungo negati dalle tante corrutele" (sono parole sue). E qui scatta la schizofrenia del personaggio. Da una parte paladino della sanità pubblica, dall’altra gran manovratore e dunque profittatore se non corrotto e corruttore del settore rifiuti abruzzese. Al cittadino, all’uomo comune, (come a noi) apparirà singolare il doppio, opposto comportamento. Come ha fatto, l’assessore, a mantenere un comportamento esemplare nel settore di diretto intervento ed essere stato, solo qualche mese prima, un uomo capace di delinquere? Tempo fa Venturoni diceva:"Sono sicuro che la mia storia parli per me". Ed era tranquillo. Non è andata così. La storia di altri ha parlato per lui.

 

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