Rifiuti, Costantini: "Chiodi via subito"

TERAMO – "L’abruzzo ha bisogno di una rimonta morale" per Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione Comunista che appresa la notizia degi arresti legati all’inchiesta sui rifiutichiedele immediate dimissioni della Giunta Regione. Pur dichiarandosi stupito del coinvolgimento nell’inchiesta dell’assessore Venturoni per via di  "un profilo diverso nei comportamenti rispetto al gruppo dei teramani". Acerbo chiede che si apra una riflessione."Gli arresti e le inchieste degli ultimi giorni coinvolgono ormai tutto l’establishment politico che ruota intorno a Chiodi, parlamentari, alcuni assessori, sindaco di Teramo e altri personaggi e faccendieri che da sempre sono il cancro della nostra regione". Lo dichiarano, in una nota, i consiglieri regionali abruzzesi del Pdci Antonio Saia e del Prc Maurizio Acerbo, che aggiungono:
"Tutto ciò merita un solo stringato commento: Chiodi si vergogni e si dimetta e restituisca subito l’Abruzzo agli abruzzesi". E riflessione chiede anche il capogruppo dell’Idv in Consiglio regionale, Carlo Costantini. "L’inchiesta che ha portato agli arresti di un esponente di primissimo piano del Pdl, unanimemente considerato braccio destro di Chiodi, rivela l’esistenza in Abruzzo di una vera e propria cricca". Lo dichiara il capogruppo Idv in Consiglio regionale d’Abruzzo, Carlo Costantini, sollecitando, in una nota, le dimissioni di Chiodi da presidente della Regione nonchè da commissario alla ricostruzione e da commissario alla Sanità. "Da questo momento in poi – prosegue Costantini, antagonista di Chiodi nella corsa alla presidenza della Regione nel 2008 – se si considerano anche tutte le altre vicissitudini giudiziarie che hanno colpito direttamente o comunque interessato il presidente Chiodi ed esponenti della sua Giunta, diventa fondata, prima ancora che legittima, la preoccupazione che molte scelte di ieri e di oggi di Chiodi e della sua Giunta non siano finalizzate all’esclusivo interesse degli abruzzesi, ma all’interesse di cricche". "Vista l’altissima pericolosità del sistema di potere che gli ruota attorno e i poteri assoluti che esercita in settori delicatissimi come quelli della sanità e della ricostruzione, Chiodi non può ritardare neppure di un momento le sue dimissioni da Commissario alla ricostruzione e da Commissario alla Sanità".

 

 

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