Martedì l’assessore Venturoni dal gip

TERAMO – Saranno martedì prossimo, alle 10, in procura a Pescara, Lanfranco Venturoni e Rodolfo Di Zio: è in programma il confronto con il gip che ha firmato le ordinanze di arresti domiciliari, Guido Campli, dell’inchiesta sui rifiuti della squadra mobile pescarese. Sarà il giorno in cui qualcosa comincerà a chiarirsi di questa storia dagli aspetti ancora molto poco chiari. Storia che di ora in ora viene condita dagli ‘spifferi’ che arrivano dalle maglie dell’inchiesta, attraverso le intercettazioni telefoniche che sono state anche in questo caso il fulcro dell’indagine. Le agenzie oggi pomeriggio hanno battuto altri particolari delle conversazioni intercettate. Poche novità per la verità, su quanto già letto e sentito nelle ore immediatamente successive agli arresti, mercoledì mattina. Alcune ruotano sul dettaglio della ‘rimozione’ del presidente del Consorzio rifiuti di Lanciano, che l’accusa sostiene essere non radito a Di Zio: si cerca di scandagliare la posizione del Governatore Chiodi e lo stesso gip Campli sostiene che questi sapeva della vicenda, come ascoltato dalle parole dell’ex assessore Daniela Stati allo stesso Chiodi e da un vertice del Pdl abruzzese, Chiodi e la società interessata alla realizzazione dell’inceneritore.
Ma particolari inediti arrivano quando il gip Campli sottolinea come lo stesso Di Zio faccia i conti di quanto denaro avrebbe elargito per le campagne elettorali dei candidati del Pdl: oltre 250 mila euro nel 2008 e 2009, dei quali "94 mila euro in favore di candidati della lista di Gianni Chiodi alle elezioni d’Abruzzo 2008". Ma l’imprenditore, in un’intercettazione, afferma: "Sono apolitico, nel senso che noi non facciamo politica" e "non ho rapporti soltanto con la destra, io ce li ho anche con la sinistra". "Dunque – scrive il Gip – si paga per comprare non per sostenere una scelta di campo". Nell’ordinanza si parla di 27mila ad Alleanza Nazionale nel Pescarese, 20 mila al Pdl teramano, 40mila al Pdl per le politiche, 10 mila al candidato al Comune di Pescara Albore Mascia. Soldi anche per esponenti Udc: Di Giuseppeantonio (presidente della provincia di Chieti) riceve 10 mila euro tramite l’Ecologica Sangro. A questi
si aggiungono i finanziamenti al candidato europarlamentare campano Enzo Rivellini sponsorizzato da Di Stefano, 20mila euro di cui 5mila poi ‘girati’ al senatore chietino. Agli inquirenti non risultano soldi dati all’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni, ma sono certificati molti movimenti bancari con versamenti di molte migliaia di euro ed operazioni immobiliari ricondicibili a Venturoni o ai familiari. "Le intercettazioni – si sostiene nell’ordinanza – documentano in modo diretto ed esplicito che i versamenti, benchè dichiarati, siano stati corrisposti con esplicita pretesa o attesa, in contropartita, del compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio da parte del precettore". A sollecitare o ringraziare Di Zio per i contributi sono in molti: Emilio Nasuti (Pdl), Lorenzo Sospiri (An), il sindaco di Montesilvano Cordoma (An), Alfredo Castiglione (An), il sindaco di Mozzagrogna (Chieti) Giuseppe Bussolo, il candidato alle
regionali Luigi Toppeta. Il Gip Campli prova infine a raccogliere il sistema corruttivo con una analisi complessiva. "La trama occulta sin qui descritta – scrive – deve essere messa in relazione con le contribuzioni elettorali, con le quali Di Zio, secondo un intento dichiarato ‘compra’ la politica. Cosicchè i singoli delitti di peculato, abuso, o anche le corruzioni occasionali, costituiscono in realtà attuazione di un più complesso disegno, che trova corrispettività (non soltanto, ma anche) nei finanziamenti a partito politico". Nello stesso capitolo sui finanziamenti c’è un solo riferimento al centrosinistra: "Così – scrive il Gip – nel
corso di un’animata discussione con gli amministratori della società ‘Ambiente spa’, Di Zio rinfaccia la circostanza che ‘al segretario…gli scrocchiamo 20 mila euro ogni volta che facciamo le elezioni….coso…Castricone’" (Antonio, segretario provinciale del PD di Pescara, ndr).

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