Chiodi: "E’ una fortuna che ci sia io a governare la Regione"

TERAMO – "La reputazione è cosa che si costruisce in una vita, Lanfranco Venturoni è persona onesta da sempre, metterei le mani sul fuoco sulla sua innocenza, certo dispiacerebbe se la sua onestà venisse accertata solo fra 5 anni". Parla il governatore Gianni Chiodi, intervistato davanti alle telecamere di Tv6 e parla rivendicando con forza quel principio di "non colpevolezza" fino alla sentenza che secondo il presidente dovrebbe ispirare la politica, la magistratura, ma anche l’informazione, e rivendicando anche il principio del "primato della politica" nelle scelte strategiche; "ho l’impressione che la valutazione di merito su questa scelta del termovalorizzatore l’abbia fatta la magistratura". Chiodi parla ancora della realizzazione del bioessiccatore: "Era un’opera prevista per Teramo nel piano regionale e provinciale dei rifiuti redatto dal centrosinistra. Immagino che Lanfranco Venturoni, all’epoca presidente della Te.Am, dovendo adeguarsi a quanto previsto per dare slancio all’azienda municipalizzata abbia deciso di affidarsi a quello che in quel momento era il partner industriale più adatto in Abruzzo. Va però detto che Di Zio non ha certamente costruito la sua posizione di monopolio dei rifiuti con la Giunta di centrodestra". E sull’immagine "incenerita" dell’Abruzzo Chiodi ancora commenta:" E’ un cortocircuito che non riesco a spiegare – ha detto- dopo lo scandalo internazionale della Campania penso però che Bassolino è a piede libero. La Regione Abruzzo pur avendo un tasso di criminalità più basso di regioni del mezzogiorno come Puglia, Calabria, Sicilia, rende comunque un’immagine peggiore". Per superare questo occorre che la politica sia integerrima, che i media facciamo la loro parte e che la magistratura deputata al controllo vigili senza la pretesa di gestire l’agenda politica". E infine il commento del presidente chiamato a rispondere sulle sue dimissioni: "E’ una fortuna per la Regione Abruzzo ci sia io a governare – ha detto Chiodi – siamo diventati un esempio nazionale, il "yes we can" per la riduzione del debito. Noi stiamo risanando le ceneri che loro ci hanno lasciato".

 

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