Rifiuti, emergenza in Provincia. L’impianto di Casoni non vuole più i rifiuti del Cirsu

TERAMO – In piena bufera giudiziaria sui rifiuti è intanto emergenza per il territorio. La Provincia è infatti stata chiamata a intervenire sui problemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti del Cirsu poiché all’impianto di Casoni non accettano più i rifiuti conferiti da Sogesa, il motivo: “non vengono pagati da mesi”. Intanto i sindacati hanno chiamato in causa l’ente per i ritardi sugli stipendi dei dipendenti della partecipata del Cirsu. Il presidente Catarra si è incontrato con il prefetto Soldà chiedendone l’interessamento e ottenendo una dilazione di qualche settimana da parte dell’impianto di Casoni: “I problemi sul tappeto sono molti e rintracciabili nei rapporti fra Cirsu e la sua società partecipata, Sogesa, che si occupa della raccolta e dello smaltimento per i Comuni del comprensorio – dichiara Catarra – Sogesa è in sofferenza economica, e da qui i problemi con i dipendenti e con l’impianto di Casoni, in quanto vanta un credito consistente nei confronti di Cirsu”. Catarra ha tuttavia reso noto che grazie all’intervento del Prefetto si è riusciti ad ottenere qualche settimana di tregua. “Una tregua destinata a durare poco – per Catarra – se Cirsu non salda Sogesa e Sogesa a sua volta i fornitori.  Fra qualche giorno saremo di nuovo in emergenza”. Intanto Cirsu e Sogesa, insieme all’Adate e al dirigente del settore rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, sono stati convocati per lunedì pomeriggio, alle 15.30, per un “esame delle problematiche che stanno sulla realizzazione del progetto di Sogesa di una nuova discarica a Notaresco”.

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