Crisi, un appello corale dal mondo dell'artigianato: "Le istituzioni siano responsabili"

TERAMO –  “C’è bisogno di una politica di responsabilità”. E’ quanto chiede la Confartigianato Abruzzo al governo regionale ed all’assessore alle Attivita’ produttive, Alfredo Castiglione, dopo la pubblicazione dei dati Istat sullo sviluppo che vedono l’Abruzzo fanalino di coda tra le regioni italiane per crescita del Pil. "Siamo la regione d’Italia piu’ colpita dalla recessione – dice il presidente di Confartigianto, Angelo Taffo – lo sconcertante spettacolo che sta offrendo la politica regionale non deve assolutamente distogliere i nostri amministratori dai problemi reali che affrontano quotidianamente i cittadini abruzzesi".  La flessione del PIL nel 2009 e’ stata del 6,9% rispetto ad una media nazionale del -5% e la disoccupazione in Abruzzo e’ passata dal 7,6% del secondo trimestre 2009 al 9,4% del secondo trimestre 2010. "Finora poco o niente e’ stato fatto da parte della regione per tentare di risolvere la crisi di liquidita’ che attanaglia le imprese" – afferma Daniele Giangiulli, segretario dell’associazione degli artigiani-. il pacchetto anticrisi proposto dalla regione e’ stato un vero e proprio fallimento".
Confartigianato – aggiunge il segretario – ha piu’ volte suggerito all’assessore Castiglione un provvedimento di consolidamento dei Consorzi Fidi, veri e propri ammortizzatori sociali in momenti di crisi, attingendo dai fondi Fesr, ma ad oggi non si vede ancora nulla, l’economia abruzzese e’ al tracollo e le attivita’ continuano a chiudere". E l’appello alla coesione politica arriva anche dalla Cna Abruzzo. “Le imprese abruzzesi hanno bisogno di un quadro di riferimento istituzionale certo, che sorregga la fragile ripresa in corso, e permetta di utilizzare quelle poche risorse disponibili che nel quadro di bancarotta finanziaria in cui versa la nostra Regione, diventano gli unici elementi in grado di rilanciare l’economia e di ridare fiato alle piccole imprese, mai come adesso in sofferenza”. “L’intera comunità regionale – dichiara il presidente regionale della Cna, Italo Lupo – piuttosto che concentrarsi su episodi marginali, inutili distinguo, sin qui sconosciuti garantismi e cervellotici teoremi sull’azione della magistratura, dovrebbe riflettere sul degrado in cui la vita pubblica regionale è caduta, sul rischio di perdita di coesione sociale”. L’immane lavoro della ricostruzione, di risanamento finanziario, di riforma del sistema sanitario, richiede una classe politica che metta da parte beghe da cortile e che sia in grado di dare rapidamente risposte alle aspettative di imprese e famiglie, non auto-referente, ma capace di ascoltare le istanze del mondo produttivo e delle rappresentanze sociali”.

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