Moffa getta ancora nel caos l'Università di Teramo

TERAMO – "Non è possibile che nelle università italiane insegnino professori che seminano odio". Così il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, sul caso Moffa. Il docente di Scienze Politiche dell’Università di Teramo (che già nel 2007 aveva ospitato in un suo master lo storico negazionista Faurisson, scatenando reazioni nazionali e incidenti locali) ci ha riprovato il 27 settembre scorso con la negazione della Shoa e le teorie revisioniste che oggi sono esplose. "Le parole pronunciate sono inaccettabili – ha commentato la Gelmini – offendono profondamente la memoria degli ebrei morti nelle camere a gas". E mentre Flavio Arzarello, dell’organizzazione giovanile del Pdci raccomanda per Moffa "un simbolico biglietto per Auschwitze" per imparare e apprendere e"seppur in colpevole ritardoe", Emanuele Fiano con Veltroni (deputati del Pd) presenta un’interrogazione urgente perchè il Governo riferisca alla Camera. Per Fiano c’è l’aggravante che Moffa abbia inaugurato il suo corso lo scorso 6 maggio in una sala di Palazzo Chigi, alla Galleria Colonna. Forza Nuova, con il suo segretario provinciale di Teramo, Marco Forconi,esprime invece solidarietà al docente e si augura la caduta "del tabìù sull’Olocausto" e l’avvio di un percorso di riconoscimento "di fonti alternative in merito a tal tema". Sulla questione si intrecciano commenti locali e nazionali e il governatore d’Abruzzo Gianni Chiodi ha definito Moffa "l’ultimo Giapponese sull’isola del Pacifico" e, sdegnato, ha insistito sull’insussistenza storica delle teorie del docente dell’università di Teramo e del rischio di creare "un vulnus nel sentimento di condanna senza se e senza ma di un crimine contro l’umanità". A chiedere alla Gelmini che Moffa sia rimosso è la senatrice del Pdl Ombretta Colli, che ha definito "schifose" le affermazioni rese, mentre l’IDV regionale chiede sanzioni esemplari, l’Anpi, con lo storico teramano Costantino Di Sante, invita tutti a studiare e a visitare i luoghi dello sterminio e Fabio Mussi ricorda alla Gelmini, di cui sollecita reazioni anche per la vicenda dei simboli della scuola di Adro, che lui stesso, ministro, ottenne dall’allora rettore di Teramo la chiusura dell’ateneo per impedire la lezione di Faurisson. A proposito dell’università di Teramo, infine, il preside della Facoltà di Scienze politiche, Enrico Del Colle, in carica da pochi giorni e arrivato oggi per la prima volta nel proprio ufficio, confessa il suo personale disagio e quello dell’intero ateneo e si dice certo che nel consiglio di facoltà fissato per il 13 ottobre si parlerà dell’argomento. Ma c’è da scommettere che per quel giorno la birrasca scatenata da Moffa e che s’abbatte sull’università di Teramo, non si sarà placata.

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