Commercianti sul piede di guerra contro l'Oktoberfest: "Occhio alle autorizzazioni necessarie"

TERAMO – La polemica sull’Oktoberfest che dovrebbe prendere il via da domani fino al 31 ottobre nell’area adiacente lo stadio di Piano d’Accio ha tenuto banco nel corso del Consiglio comunale convocato sulle interrogazioni e sulle interpellanze. Il muso duro dei commercianti contro la manifestazione della manifestazione prende forma in un problema di autorizzazioni necessarie allo svolgimento dell’evento. In un documento firmato da Confcommercio, Confesercenti, Cna Commercio e diffuso nel pomeriggio all’attenzione del sindaco Maurizio Brucchi e dell’assessore al Commercio, Mario Cozzi, le associazioni evidenziano la presenza di incongruenze amministrative per quanto concerne il rilascio delle autorizzazioni necessarie per il regolare svolgimento dell’evento. La Legge Regionale infatti,  prevede autorizzazioni per manifestazioni temporanee di un massimo di 7 giorni “e non certamente di 16 come previsto per il 200° anniversario dell’Oktoberfest” come puntualizzato dagli esercenti. “Presumendo durante la manifestazione si eserciterà la somministrazione di alimenti e bevande –si legge nel documento delle associazioni di categoria – preghiamo gli organi di competenza di voler accertare il rispetto della normativa vigente e di effettuare un minuzioso controllo durante lo svolgimento dell’evento”.  La questione, come precisato dal sindaco in Consiglio dopo essere stato interrogato sulla questione dai consiglieri Ezio Torelli (Pdl) e Maurizio Verna (Pd), approderà domani in commissione Pubblico Spettacolo per la concessione delle autorizzazioni necessarie. Anche se il disappunto dei commercianti è esteso si estende anche su un altro aspetto, e cioè: “Come mai gli organizzatori dell’Oktoberfest pubblicizzano l’evento primaancora di sapere se riceveranno o meno le autorizzazioni necessari?”. Il sindaco ha garantito da parte sua che i “controlli saranno effettuati” ma il primo cittadino sulla vicenda ha inteso anche dire la sua: “Non è possibile che ogni qualvolta ci sono iniziative in prossimità di casa nostra i commercianti sollevino problemi di lesa maestà”.

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