Venturoni libero dai domiciliari

TERAMO – L’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni è stato scarcerato. Il gip di Pescara, Guido Campli, ha infatti accolto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata dai legali dell’assessore alla sanità, tramutando il provvedimento in obbligo di dimora nel comune di Teramo. Anche la Procura pescarese aveva espresso parere favorevole al venire meno del provvedimento di arresti domiciliari scattati lo scorso 22 settembre nell’ambito dell’inchiesto sui rifiuti. Nella stessa indagine è coinvolto il senatore Paolo Tancredi, che stamattina si è presentato dinanzi alla procura per l’interrogatorio, durato circa mezzora. Al termine, insieme al suo legale, l’avvocato Borzone, ha annunciato di aver presentato una memoria in cui si spiega la vicenda del bioessiccatore e dell’"ipotetico" termovalorizzatore a Teramo e i rapporti con l’imprenditore Di Zio. A tal proposito Tancredi ha sottolineato che sono stati "rapporti sporadici di un politico con un imprenditore importante abruzzese, rapporti normali". L’avvocato ha annunciato che è stata avanzata richiesta di archiviazione. "Ci sembra una vicenda chiusa ha detto il legale – ci sono aspetti che non collimano logicamente". Il senatore Tancredi da parte sua ha spiegato che c’è stato un contributo dato a Roma al partito, ma non a lui. "Ed è un contributo – ha aggiunto – che tutti possono verificare. Nessuna connessione con i fatti attribuiti". "Per quanto riguarda Tancredi – ha continuato l’avvocato Borzone – l’impostazione accusatoria ci sembra un azzardo logico". Sulla questione della competenza territoriale e delle intercettazioni telefoniche il legale ha detto che "sono altre ragioni sulle quali si riserveranno di intervenire. Ma è il merito della vicenda – ha evidenziato – che è estremamente chiaro. Il minuscolo ruolo di cui si è parlato del senatore Tancredi è puramente politico, non c’è nulla di illecito". 

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