Di Pasquale e la città virtuale del sindaco Brucchi

TERAMO – Teramo non è quella bella città che il sindaco di Teramo vuole far credere: è il concetto che esprime Manola Di Pasquale, consigliere comunale e presidente regionale del Partito democratico. Lo fa con una nota per denunciare la sua «preoccupazione per la mia città e la mia gente». La Di Pasquale si riferisce a una serie di situazioni, già da tempo sollevate criticamente, che utilizza per sostenere «la cecità di questa amministrazione, l’irresponsabilità, la grande incapacità ad amministrare, il non avere una visione politica per il futuro». Tutto questo per l’esponente dell’opposizione, «ci renderà sicuramente più poveri e la città sarà sempre meno accogliente, meno pulita, più inquinata e più brutta». I tasti su cui spinge Manola Di Pasquale sono sempre quelli: una città senza piste ciclabili, con le strade dissestate, buia, con sempre più attività commerciali che chiudono, sempre più gente che cerca lavoro, attanagliata dal traffico. Ma soprattutto, secondo il pensiero dell’esponente Pd, «con la socia privata della Teramo Ambiente che è una società in forte odore di camorra che ha ottenuto il servizio senza aver prodotto il certificato antimafia». Su tutto ciò, conclude la Di Pasquale, «una presa d’atto è opportuna e necessaria da parte del sindaco».

 

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