Un unico ente pubblico sostituirà i Consorzi industriali

TERAMO – "Un ente unico pubblico economico che accorpi i sette consorzi industriali" è l’ipotesi contenuta nell’articolato della bozza di riforma dei consorzi industriali illustrato stamani alle parti sociali dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione. All’ente pubblico economico sarebbero lasciate specifiche competenze nel campo dei servizi alle imprese. L’obiettivo è che si possa arrivare a primavera con il testo definitivo approvato in Consiglio regionale."Tutti hanno capito che su questo argomento bisogna cambiare marcia – ha dichiarato Castiglione – e noi vogliamo dare a questa aspirazione per l’Abruzzo, dopo vent’anni di dibattiti e discussioni, una sostanza approvando, speriamo entro novembre, un disegno di legge da portare all’esame del Consiglio regionale".  Secondo l’assessore, l’idea di riforma dei consorzi industriali "che deve comunque tener conto di enormi cavilli tecnico-giuridici, per i quali, per esempio, non si potrà procedere ad una liquidazione ma solo ad un accorpamento, è tutta rivolta a offrire servizi alle imprese e ad interfacciarsi con altre realtà associative come i nascenti poli di impresa e i cluster. Va da sè che l’organico attuale dei consorzi sarà garantito". L’ente pubblico economico, ha spiegato Castiglione, "rimarrà saldamente nelle mani della Regione e si servirà di sedi territoriali periferiche con le quali definire standard e modalità di erogazione dei servizi a livello locale". Gli obiettivi generali della riforma coniugano la salvaguardia ambientale con la pianificazione territoriali e la competitività delle imprese. "Certo – ha evidenziato l’assessore – i profondi cambiamenti strutturali dei mercati hanno chiuso l’epoca dei grandi impulsi finanziari di matrice statale e pubblica ma, proprio per questo, dobbiamo energicamente puntare sulla certezza dei tempi di localizzazione ed autorizzazione così come sulla garanzia della fornitura dei servizi essenziali in tutte le aree produttive, sull’incremento delle capacità competitive dei territori e delle aree produttive".

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