Crisi, per la Cgil la Regione deve aprire una vertenza con il Governo e l'Unione europea

TERAMO – Sui problemi della Crisi la Cgil Abruzzo invita la Regione ad aprire "una vera e propria vertenza" con il governo nazionale e con l’Europa per affrontare la situazione. Secondo il segretario regionale, Gianni Di Cesare, l’Abruzzo "sta al disastro e alla catastrofe". "Nel Dpef – sottolinea Di Cesare – si presenta la crisi in cui versa l’Abruzzo come congiunturale a causa del terremoto, in realtà è strutturale". Il segretario della Cgil fa presente, a tal proposito, che tra il 2009 ed il 2010 si sono registrati complessivamente 30 mila occupati in meno; che la cassa integrazione nel 2010 è aumentata rispetto al 2009. "Non c’è nessun riavvio – sottolinea Di Cesare -. Siamo in uno stato di depressione economica e stiamo precipitando nel sud". Per quanto riguarda il Bilancio della Regione, il segretario della Cgil fa presente che sono previste entrate per circa due miliardi di euro, l’87% delle quali sarà assorbita dalla sanità. Per Di Cesare è quindi urgente aprire una vertenza che abbia quali elementi chiave: il lavoro, una programmazione triennale della Sanità e maggiori entrate. "Senza maggiori entrate – osserva – non si va da nessuna parte". Di fronte a tale situazione, la Cgil si dice pronta a partecipare ad incontri con le varie associazioni presenti sul territorio e ad organizzare assemblee in tutti i posti di lavoro. Chiederà, inoltre, il confronto con tutti i partiti presenti in consiglio regionale e con la giunta in modo da arrivare all’approvazione di una Finanziaria e di un Bilancio condivisi.

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