Inquinamento Vibrata: la Provincia dice "sì" a piani di controllo e coordinamento

TERAMO – Unità di intenti è stata raggiunta da maggioranza e opposizione sull’inquinamento del Vibrata in merito al quale l’intero Consiglio provinciale ha votato un documento unico che impegna la Giunta a “promuovere un coordinamento fra tutti i soggetti titolari di funzioni di prevenzione e definire un preciso modello operativo per la gestione delle emergenze”. Sempre nel documento approvato,  si impegna la Giunta ad attuare un programma straordinario di monitoraggio e controllo sui principali corsi d’acqua, a rivedere il Piano d’Ambito per adeguare gli impianti di depurazione e a richiedere la messa a disposizione da parte della Regione Abruzzo dei fondi messi a disposizione dall’Intesa per le infrastrutture strategiche”. “Va detto che l’episodio in questione è stato molto amplificato anche perché non si è affrontato in maniera corretta e in alcuni casi è stato strumentalizzato – ha detto il presidente Catarra intervenendo nel dibattito – questo non ci esime dal programmare di più e meglio per tutto quello che ci compete azioni di prevenzione e controllo ambientale. Ma le competenze, sui corsi d’acqua, sui fiumi e sul mare, sono molte chiare: esistono già numerosi organismi che a vario titolo devono intervenire e devono, questo si, coordinarsi meglio. Bisogna investire di più sul monitoraggio e sul controllo, un’attività che la nostra Polizia Provinciale, sta svolgendo intensamente in collaborazione con l’ organismo costituito dalla Prefettura. Ma il nodo rimangono le depurazioni delle acque e il funzionamento dei depuratori e di questo devono occuparsi l’Ato e il Ruzzo”.
Maggioranza e minoranza sono tornate a dividersi sulla gestione dei rifiuti
Il dibattito sui rifiuti, sui problemi legati all’impiantistica e alla crisi dei Consorzi, è iniziato con una lunga relazione tecnica dell’assessore all’Ambiente, Francesco Marconi, che ha messo l’accento  sulle luci “la provincia con la più alta percentuale di raccolta differenziata” e sulle molte ombre “gli impianti sequestrati,la mancanza di una discarica, i costi del trasporto fuori regione”. Sui costi delle tariffe di smaltimento negli impianti fuori provincia di Colle Cese e Cerratina, l’assessore Marconi, ha fornito alcune cifre:  “per il Mote costa 190 euro a tonnellata; per il Cirsu 177 euro; per l’unione dei Comuni della Val Vibrata i costi sono di 171 euro; per il Piomba Fino 131 euro più il trasporto e quindi si arriva a circa 170 euro”.  A entrare nel merito delle questioni più scottanti è stato il consigliere del Pd, Renzo Di Sabatino “Abbiamo bisogno di impianti, tutto il resto in questo momento passa in secondo piano. La politica non è riuscita a prendere alcuna decisione. Se vogliamo che il pubblico continui a non essere più alla mercè del privato che più o meno legittimamente continua a dettare le regole chiamiamo a raccolta tutti i Comuni e stipuliamo un protocollo d’intesa che metta insieme tutti i Consorzi in un unico grande e forte soggetto pubblico”. Scettico sulla possibilità di arrivare alla costituzione di un gestore unico dei rifiuti è apparso il consigliere Raimondo Micheli. “In questi anni nessuno ha accantonato i soldi per bonificare le aree e per fare le scelte – ha detto Micheli – Dov’è la programmazione e l’innovazione che avrebbe dovuto fare la Provincia? Possiamo anche riunire i Sindaci ma oggi è difficile parlare un’unica lingua, si poteva fare qualche anno fa: il Piomba Fino si sta riorganizzando, l’Unione dei Comuni ha una sua organizzazione; il Cirsu sta vivendo un momento di difficoltà ma ha una sua identità. Sono realtà, anche economiche, molto diverse. Quindi spingiamo sulla differenziata, certo apriamo un tavolo di lavoro per la soluzione dei problemi ma senza pensare di stare tutti insieme, confrontiamoci con la tecnologia che spaventa sempre ma che è una delle strade sulle quali si può crescere”. Per uscire dall’impasse il capogruppo del PD, Ernino D’Agostino, propone di tornare all’intesa sottoscritta da tutti i sindaci all’indomani della costituzione dell’AdaTe quando ci si espresse per la costituzione del consorzio unico di gestione, e di chiedere alla Regione di attribuire alle Province tutte le competenze di coordinamento e programmazione attualmente in capo all’Adate.“Al termine del confronto e dopo l’intervento del presidente Catarra, la maggioranza ha  proposto di votare un suo l’ordine del giorno integrato con i contributi della minoranza – afferma il Presidente del Consiglio, Mauro Martino – ma non vi è stata la volontà di arrivare ad un voto congiunto e i consiglieri dell’opposizione, dopo aver fatto rilevare che il documento non era stato depositato nelle 24 ore antecedenti al Consiglio hanno abbandonato l’aula”.Senza i consiglieri di minoranza al è venuto meno il numero legale e, quindi, la seduta è stata  sciolta e l’ordine del giorno sui rifiuti è e rinviato.

Leave a Comment