"Venturoni si deve dimettere"

Venturoni si deve dimettere subito e il presidente Chiodi deve cambiare la propria politica o andarsene anche lui. E’ la posizione del presidente provinciale del Pd, Manola Di Pasquale, che in una nota riflette sulla condizione abruzzese, l’economia, le incapacità gestionali e le condizioni determinate dai provvedimenti giudiziari. "Le sorti  della regione Abruzzo non possono restare legate alle misure cautelari dell’assessore Venturoni e alle beghe dei  partiti di destra. La Regione ha bisogno ora, subito di un progetto per una ripresa economica- produttiva- industriale; ha bisogno ora di una guida attenta e capace" dice la Di pasquale. E spiega: "Non è più pensabile che un solo uomo, il Presidente Chiodi, sia in grado di  svolgere bene la sua funzione di guida della giunta , dovendo anche occuparsi, in prima persona, della complessa ricostruzione di l’Aquila, della indebitata Sanità ,  della Protezione civile e governare con una giunta zoppa e incompleta. Il nostro territorio è devastato da una assenza di programmazione politica  che sia in grado di dare una speranza all’esercito di precari che tra breve si troveranno privi di ammortizzatori e di un reddito e che sia un vero supporto alle imprese riavviando la crescita del tessuto economico ed industriale; basta con illusioni,  chiacchiere e tatticismi politici". Il presidente del Pd spinge sulla questione economica:"Sono andati persi milioni di posti di lavoro, le famiglie sono in difficoltà, hanno chiuso tantissime aziende, il diritto alla salute ed allo studio sono optional, una regione alla  deriva, e dobbiamo ancora attendere, cosa"? Non vi è più tempo, non si possono aspettare "gli esiti dei giudizi penali e delle liti di bottega del Partito delle Libertà – dice la Di pasquale che vuole fuori dalla giunta regionale l’assessore alla sanità – Venturoni si dimetta ora subito, il presidente si assuma le dovute e necessarie responsabilità politiche e affidi ad altri le deleghe e il ruolo di commissario, e diventi una guida capace; oppure prenda atto di un fallimento, di una incapacità a governale  e salvi l’Abruzzo, rimettendo il mandato nelle mani degli elettori" .

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